Dopo il voto. Riflessioni sul referendum costituzionale sulla magistratura

Il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, che ha chiamato i cittadini italiani a pronunciarsi sulla riforma dell’organizzazione della magistratura, ha chiuso una stagione di confronto intenso e a tratti aspro. Qualunque ne fosse l’esito, si trattava di un appuntamento che il Paese non poteva permettersi di attraversare senza riflessione. Ora che i voti sono stati contati, è doveroso – prima ancora che opportuno – provare a interpretare il segnale che è venuto dalle urne, senza cedere né alla tentazione della celebrazione né a quella della denigrazione. Lo si deve ai cittadini che hanno votato, a quelli che hanno scelto di non farlo, e a una democrazia che di queste consultazioni vive.

Queste note nascono da una posizione istituzionale e professionale che impone equilibrio: la Camera Civile di Palermo non ha militato nelle campagne referendarie, ma non può e non vuole sottrarsi al compito di contribuire, con la voce dell’avvocatura civile, alla riflessione sul futuro del sistema giustizia.

I. Di cosa si è votato: breve inquadramento della riforma

Il quesito referendario riguardava la legge costituzionale recante «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare». Non era, come spesso si è detto impropriamente, un referendum sulla giustizia in senso lato, ma sull’organizzazione della magistratura.

La riforma prevedeva tre interventi principali: la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, con percorsi distinti fin dall’accesso; la creazione di due Consigli Superiori separati, oltre a una nuova Alta Corte Disciplinare; l’introduzione del sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno.

Va inoltre ricordato che la riforma non era autoapplicativa e avrebbe richiesto una complessa fase di attuazione mediante leggi ordinarie, con effetti concreti non immediati sull’amministrazione della giustizia.

II. Il voto: un’analisi sobria

Il referendum si è concluso con la netta prevalenza del No. I dati definitivi restituiscono un quadro chiaro sul piano dell’esito formale: la riforma non ha ottenuto il consenso della maggioranza dei votanti. L’assenza di quorum nel referendum costituzionale – diversamente da quello abrogativo – significa che il risultato è giuridicamente valido indipendentemente dall’affluenza.

È però intellettualmente onesto prendere atto anche di un altro dato: oltre dodici milioni di cittadini hanno espresso, votando Sì, una domanda di cambiamento. Non è una cifra che si possa liquidare come irrilevante. Come ha riconosciuto il neo-Presidente dell’ANM, dr. Giuseppe Tango, in una delle sue prime uscite pubbliche su La7, questo voto esprime comunque un disagio reale verso il funzionamento della magistratura che sarebbe un errore non ascoltare. Un’analisi analoga era già emersa a margine dell’incontro del 13 marzo scorso, «La revisione Costituzionale sulla Magistratura: quali effetti nell’ordinamento civile?», organizzato presso il Palazzo di Giustizia di Palermo: il dr. Piergiorgio Morosini, Presidente del Tribunale, osservò che il referendum – qualunque ne fosse l’esito – aveva avuto il merito di costringere la magistratura a un confronto con la società civile, a quello che egli chiamò efficacemente «un bagno di umanità».

Il voto, insomma, non può essere letto in modo unidimensionale. Il No ha vinto, ma la posta in gioco non si esaurisce nel conteggio delle schede. La consultazione ha portato alla luce tensioni profonde e insoddisfazioni diffuse che nessuna delle parti in campo – né la magistratura, né l’avvocatura, né la politica – può permettersi di ignorare.

Non è mancato, peraltro, qualche episodio che ha turbato successivamente l’esito del voto. Un magistrato in servizio presso la Corte di Cassazione ha pubblicato, nelle ore successive alla chiusura delle urne, un post sui social media in cui rivolgendosi a colleghi e avvocati sostenitori del Sì, ha usato toni inaccettabili, arrivando a invitare alcuni di essi ad abbandonare la toga adducendo la qualità, ritenuta imbarazzante, dei loro atti e sentenze. L’episodio è stato opportunamente e tempestivamente censurato da diversi Consigli dell’Ordine, tra cui quello di Roma, il cui Presidente ha giustamente richiamato la necessità di un confronto istituzionale serio e sereno. Si tratta di comportamenti che non appartengono alla cultura del dialogo che questo momento richiede.

III. Cosa resta da fare: le vere urgenze del sistema giustizia

1. Due piani distinti, due urgenze distinte

L’errore più comune nel dibattito che ha preceduto il voto è stato quello di sovrapporre due questioni che meritano invece di essere distinte con precisione: l’efficienza della giustizia come servizio pubblico, da un lato, e l’efficienza, la responsabilità e la trasparenza della magistratura come ordine, dall’altro. Sono problemi connessi, ma non coincidenti. Confonderli non aiuta a risolverli.

2. Il processo civile: una riforma da ripensare

Sul piano dell’efficienza della giustizia, la fotografia è sconfortante. La riforma Cartabia del processo civile – scritta non soltanto da politici, ma anche da magistrati, accademici e avvocati – si è rivelata una operazione di ingegneria processuale condotta da chi troppo spesso non vive la quotidianità delle aule, dei fascicoli, delle cancellerie sotto organico. Il risultato è un processo civile irto di insidie procedurali, in cui l’introduzione del giudizio è diventata una vera incognita, senza che la durata media delle cause sia migliorata di un solo giorno.

Una giustizia celere presuppone un sistema processuale snello, chiaro, che garantisca un contraddittorio effettivo e sostanziale tra le parti. A partire – e non è un dettaglio – dal sistema delle notifiche, che ancora oggi è fonte di incertezze e ritardi ingiustificabili.

3. La mediazione e la negoziazione assistita: strumenti depotenziati

L’introduzione della negoziazione assistita e della mediazione obbligatoria in molte materie aveva una finalità nobile: deflazionare il contenzioso e favorire soluzioni stragiudiziali. Nella pratica, si è spesso tradotta in un meccanismo per ritardare l’accesso alla giustizia e farne lievitare i costi, senza che l’esito della procedura – il mancato accordo o la mancata risposta – trovi poi una sanzione adeguata in sede giudiziaria.

Finché la parte che ignora la negoziazione assistita o abbandona la mediazione non subisce conseguenze processuali significative, questi strumenti resteranno un filtro costoso e inefficace. Il coordinamento tra ADR e processo deve essere ripensato in modo strutturale.

4. Il vero nodo: le distorsioni del sistema processuale

C’è un problema sistemico che attraversa l’intera questione e che riguarda l’equilibrio degli incentivi all’interno del processo. In altri ordinamenti europei, arrivare a contenzioso non è mai conveniente per nessuna delle parti. In Italia accade spesso il contrario: il contenzioso è la via più conveniente proprio per chi ha palesemente torto. La parte economicamente più forte può permettersi di portare avanti vertenze per anni, sapendo che i tempi dilazionati del processo sono già di per sé un vantaggio competitivo.

Manca, nel nostro sistema, una sanzione civile effettiva a carico della parte soccombente che abbia portato avanti una causa in modo strumentale, non per ragioni di diritto ma per calcolo. Ma anche laddove strumenti sanzionatori esistono, essi restano spesso inapplicati o utilizzati con estrema prudenza, con il risultato di non incidere realmente sui comportamenti delle parti. L’assenza — o la mancata concreta applicazione — di tali sanzioni da parte del giudice costituisce una delle cause strutturali della durata dei processi.

Come ebbe a dirmi il mio maestro, Avv. Salvatore Grimaudo, già Presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili: «Devi spaventarti quando hai ragione, non quando hai torto». Questa frase, amara e ironica, descrive con precisione un sistema che scoraggia chi ha diritto e protegge chi è in torto.

5. La liquidazione delle spese: una questione di dignità professionale e di Giustizia

Non può essere omessa, in questa sede, una riflessione sui compensi professionali. La prassi di molti tribunali – civili e amministrativi – di orientare sistematicamente la liquidazione delle spese sui minimi tariffari dello scaglione di appartenenza non è soltanto un danno per l’avvocato: è un danno per la parte vittoriosa, che in forza del contratto di conferimento dell’incarico si trova spesso a coprire la differenza. È una distorsione che merita di essere affrontata con maggiore attenzione da parte degli uffici giudiziari.

6. Trasparenza sui dati della magistratura: conoscere per deliberare

Sul versante che più direttamente attiene al cuore del dibattito referendario – il funzionamento della magistratura come ordine – il punto di partenza è, a nostro avviso, uno solo: trasparenza reale, effettiva e accessibile sui dati.

Non si tratta di una riflessione nuova. Su questo tema chi scrive si è già soffermato in un contributo pubblicato nel 2024 su indiritto.it, dal titolo Dati sulla Giustizia: i risarcimenti dello Stato Italiano per ingiusta detenzione, nel quale si analizzava, attraverso i dati pubblici disponibili, il fenomeno dell’ingiusta detenzione e i costi che ne derivano per la collettività. Quella riflessione, che poteva sembrare periferica rispetto al grande dibattito sulla separazione delle carriere, tocca in realtà il cuore del problema: quanto sappiamo, davvero, di ciò che accade all’interno del sistema giustizia?

I dati sulla giustizia e sulla magistratura costituiscono un patrimonio di conoscenza indispensabile per prendere decisioni consapevoli. Luigi Einaudi insegnava «conoscere per deliberare». Ma conoscere richiede che i dati siano accessibili non soltanto agli addetti ai lavori, non solo attraverso credenziali riservate o strumenti tecnici che richiedono competenze informatiche avanzate, ma liberamente, in formato aperto – raw, per dirla con Tim Berners-Lee – fruibile da giornalisti, ricercatori, cittadini.

Troppo spesso i dati sulla giustizia ci vengono restituiti filtrati, mediati, impacchettati in pdf non nativi e non interrogabili. Mettere a confronto i dati sulla responsabilità dei magistrati con quelli sulla responsabilità medica, ad esempio, può essere fuorviante se non contestualizzato – ma può anche diventare indicativo e utile se analizzato con rigore metodologico. L’unico antidoto alla cattiva informazione è l’accesso diretto alla fonte: i numeri non hanno colore, ma il modo in cui vengono usati sì. Ed è proprio per questo che devono essere disponibili nella loro forma grezza, per consentire a chiunque di costruire le proprie valutazioni.

La Camera Civile di Palermo, che da tempo lavora sul tema dell’open data e della giustizia come bene pubblico, ritiene che questa sia la vera riforma urgente: non necessariamente costituzionale, ma culturale e organizzativa. Prima ancora di riscrivere gli organi di autogoverno della magistratura, occorre sapere come funzionano davvero. I dati sono il presupposto di qualsiasi valutazione seria.

Conclusioni: il dialogo che mancava

Il referendum si è chiuso. Ma il voto ha aperto, più che chiuso, una stagione di domande. Come ha detto il Presidente dell’ANM, è tempo di recuperare il dialogo: con il governo, con l’avvocatura, con la società civile.

La Camera Civile di Palermo, quale espressione associativa dell’avvocatura civile del distretto, si sente parte di questo dialogo. Non come corporazione che difende rendite di posizione, ma come realtà che rappresenta avvocati che ogni giorno siedono in udienza, trattano fascicoli, assistono persone in difficoltà, misurano sulla propria pelle il funzionamento o il malfunzionamento del sistema. La nostra voce è quella di chi conosce il processo non dai convegni, ma dalle aule.

Il vero banco di prova è la capacità del sistema – magistratura, avvocatura, politica, accademia – di costruire insieme una giustizia più veloce, più accessibile, più equa.

Su questo siamo disponibili a fare la nostra parte.

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EVENTO: La revisione Costituzionale sulla Magistratura: quali effetti nell’ordinamento civile?

La Camera Civile di Palermo apre il nuovo anno con un appuntamento di alto profilo dedicato a uno dei temi di maggiore attualità istituzionale: le possibili ricadute della riforma costituzionale sull’equilibrio tra poteri dello Stato e sull’assetto della giurisdizione civile.


L’evento si terrà il 12 marzo 2026 ore 10:30 presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo

L’iniziativa, già programmata, è accreditata presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo con il riconoscimento di n. 3 crediti formativi in materia di deontologia.

L’evento si propone come momento di approfondimento tecnico e di confronto qualificato tra magistratura, accademia e avvocatura, con l’obiettivo di offrire alla comunità forense strumenti di analisi rigorosi e plurali su una riforma destinata ad incidere in modo significativo sull’organizzazione e sul funzionamento della giurisdizione.

Interverranno:

  • il Dr. Alfredo Mantovano, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di Segretario del Consiglio medesimo;
  • il Dott. Piergiorgio Morosini, Presidente del Tribunale di Palermo;
  • l’On. Prof. Avv. Giuseppe Lauricella, Docente di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Palermo ed ex Parlamentare;
  • l’Avv. Dario Greco, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo.

L’incontro sarà introdotto dal Presidente della Camera Civile di Palermo, Avv. Gerlando Gibilaro ed il dibattito sarà moderato dalla giornalista Elvira Terranova.

La scelta di aprire l’anno con un confronto su una riforma di rango costituzionale conferma la volontà della Camera Civile di Palermo di partecipare attivamente al dibattito pubblico, promuovendo un dialogo istituzionale fondato su competenza, equilibrio e responsabilità. In un momento storico in cui il tema delle riforme incide direttamente sull’esercizio della professione forense e sulla tutela dei diritti, l’Associazione intende offrire un’occasione di riflessione condivisa, capace di coniugare approfondimento tecnico e apertura al confronto.


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Teatro e Danza: la Camera Civile di Palermo aderisce alla serata di beneficenza

La Camera Civile di Palermo, in quanto associazione di avvocati impegnata nella tutela dei diritti e nella promozione dei valori civili, è convinta che la cultura, l’educazione e l’aggregazione giovanile rappresentino strumenti fondamentali di crescita sociale e di rafforzamento della comunità, capaci di incidere positivamente ben oltre i confini delle aule di giustizia. In tal senso aderisce con convinzione – insieme alle Associazioni CO.TU.LE.VI. – Contro tutte le violenze, E.R.A.P. Palermo e Associazione Nazionale del Fante – alla serata di beneficenza “Teatro e Danza”, organizzata dall’Associazione Follow the Sun, con la collaborazione dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana e del Teatro al Massimo di Palermo.

La manifestazione di solidarietà si terrà il 29 dicembre 2025 alle ore 20:30, presso il Teatro al Massimo di Palermo.

L’intero ricavato della serata sarà devoluto alla Parrocchia San Filippo Neri allo ZEN, a sostegno delle attività educative, culturali e artistiche rivolte ai ragazzi che frequentano l’oratorio.

I biglietti potranno essere acquistati direttamente presso il botteghino del teatro, oppure online sul sito del teatro.
Per informazioni: Dott.ssa Luciana Ardizzone – 338 8944309.

La storia italiana è profondamente intrecciata a quella degli oratori, che per generazioni hanno rappresentato molto più di un semplice luogo di ritrovo: sono stati spazi di crescita, di educazione informale, di scoperta della cultura, dell’arte, del rispetto e della comunità.

Sostenere oggi queste realtà significa sostenere ciò che è più vicino ai ragazzi, ciò che parla il loro linguaggio e intercetta i loro bisogni reali. È lì che si costruiscono legami, identità, fiducia; è lì che nascono percorsi di consapevolezza e di bellezza che, prima ancora di prevenire, generano futuro.

Ma il valore di queste esperienze non si esaurisce in una funzione sociale o preventiva. Teatro, danza e musica hanno un valore intrinseco, formativo e culturale, capace di educare alla sensibilità, all’ascolto, alla disciplina e alla libertà espressiva. Sono strumenti che insegnano a stare insieme e a riconoscersi nell’altro.

Perché un ragazzo che cresce nella cultura non è solo più protetto: è più libero.

Partecipare a iniziative come questa significa scegliere, concretamente, da che parte stare: dalla parte della comunità, della bellezza condivisa e della responsabilità collettiva.

La Camera Civile di Palermo invita tutti a partecipare a questa serata, certa che ogni gesto di presenza sia già, di per sé, un atto di impegno civile e culturale.


Programma della serata

  • Scuola di danza Studio D
    Direttrice artistica: Maria Ivana Ardica
    Coreografie di Monica Velletri, Emanuele Costanzo, Marta D’Amore, Tommaso Avezzano Comes, Laura Fricano, Francesca Ricotta
  • Accademia di Flamenco Coral Arte Flamenco
    Deborah Brancato al baile
    Marcello Savona alla chitarra e al canto
  • Ateneo di Danze dell’800
    Esibizione diretta dalla Maestra Giacinta Paternò, con coreografie d’epoca
  • Laboratorio teatrale del Liceo Classico Internazionale “Umberto I” di Palermo
    Dirigente scolastica: Prof.ssa Claudia Contino
    Coreografie della Prof.ssa Marcella Barbaro
  • Laboratori di teatro e danza della Parrocchia San Filippo Neri
  • Trio Pi Prio – Musiche del Mediterraneo
  • Presenta: Noelia Campanella
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Evento Formativo: GLI ARTICOLI 171 BIS E 171 TER C.P.C.: INTERPRETAZIONE, PRECLUSIONI, DECADENZE E DECORRENZE

Aula Magna – Corte d’Appello di Palermo – Martedì 2 dicembre 2025 – ore 15:00
Sono riconosciuti n. 3 crediti formativi dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo.

La Camera Civile di Palermo organizza un nuovo appuntamento di approfondimento dedicato alle rilevanti innovazioni introdotte dagli artt. 171-bis e 171-ter c.p.c., disposizioni che hanno ridefinito la fase introduttiva del giudizio ordinario, incidendo sui tempi, sulle preclusioni e sulle responsabilità processuali delle parti e dei difensori.

Programma
Saluti istituzionali

Dr. Piergiorgio Morosini – Presidente del Tribunale di Palermo

Avv. Dario Greco – Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo

Avv. Gerlando Gibilaro – Presidente della Camera Civile di Palermo

Relatori

Dott.ssa Giovanna Nozzetti – Giudice della V Sezione del Tribunale di Palermo

Dr. Filippo Lo Presti – Giudice della II Sezione Civile del Tribunale di Palermo

Avv. Massimo Fricano – Avvocato del Foro di Termini Imerese, Docente della Scuola Forense Parlavecchio

Introduce e modera

Avv. Matteo Messina – Foro di Palermo

Gli articoli 171-bis e 171-ter c.p.c. rappresentano uno dei punti più significativi della recente riforma del processo civile. L’obiettivo del legislatore è chiaro: rendere la fase introduttiva più ordinata, prevedibile e realmente funzionale alla successiva trattazione, conferendo al giudice un ruolo di regia più incisivo e imponendo alle parti un maggiore rigore nella costruzione della domanda e delle difese. L’art. 171-bis c.p.c. disciplina i poteri del giudice nel fissare le condizioni della trattazione, valorizzando la chiarezza delle domande e dei temi di prova. L’art. 171-ter c.p.c., invece, scandisce in modo i termini per le memorie integrative e per l’allegazione e contestazione dei fatti, introducendo preclusioni e decadenze che, se non correttamente presidiate, possono incidere in modo decisivo sull’esito del giudizio. Si tratta, dunque, di norme che chiedono ai professionisti una maggiore attenzione strategica già nelle prime fasi del processo, affinché il contraddittorio sia pieno, le questioni siano definite tempestivamente e il procedimento possa avanzare in modo lineare, nel segno dell’efficienza e della tutela effettiva dei diritti.

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Evento formativo – Femminicidi giovanili: riflessioni e strategie di prevenzione, il ruolo delle istituzioni e le responsabilità condivise

Villa Malfitano — Via Dante 167, Palermo
Venerdì 28 novembre 2025 – ore 10.00 / 13.30

La Camera Civile di Palermo organizza e promuove un importante incontro di riflessione e approfondimento dedicato a un tema di drammatica attualità: la violenza di genere e, in particolare, il tragico fenomeno dei femminicidi giovanili.

L’evento si svolge in collaborazione con le istituzioni giudiziarie e con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo e dell’Università degli Studi di Palermo.
All’iniziativa aderiscono l’Inner Wheel Club di Palermo Centro e l’Associazione AMI – Avvocati Matrimonialisti Italiani, sezione di Palermo.
Media partner dell’evento saranno
Il Sole24” ore e “Lo Scribo“.

L’incontro si propone di indagare le radici culturali e sociali della violenza, la funzione di prevenzione affidata alle istituzioni, alla scuola e alla famiglia, e le strategie di intervento condivise che la società civile deve saper mettere in campo.

Saluti istituzionali

  • Dott. Matteo Frasca, Presidente della Corte d’Appello di Palermo
  • Dott. Piergiorgio Morosini, Presidente del Tribunale di Palermo
  • Avv. Dario Greco, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo
  • Avv. Gerlando Gibilaro, Presidente della Camera Civile di Palermo

Relatori

  • D.ssa Virginia Ciaravolo, Psicoterapeuta, autrice di Femminicidi giovanili senza età
  • Prof. Daniele La Barbera, Docente di Psichiatria, Psichiatra e Psicoanalista
  • Avv. Anna Galioto, Presidente AMI Palermo
  • Avv. Alessandra Caronia, Responsabile Pari Opportunità AMI Palermo
  • Sen. Valeria Valente, Componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio (intervento da remoto)

Introduce e modera

Avv. Maria Antonietta Catania, Vicepresidente della Camera Civile di Palermo


Una riflessione necessaria

A due anni dal femminicidio di Giulia Cecchettin, la cui morte ha profondamente scosso il Paese, l’invito che il padre Gino Cecchettin ha rivolto a tutti noi continua a risuonare come un monito di civiltà:

“Non sono qui per chiedere più punizioni o leggi più dure. La giustizia serve, ma arriva sempre dopo. Sono qui per parlare di ciò che può arrivare prima: la prevenzione, e quindi l’educazione”.

Le sue parole richiamano una verità tanto semplice quanto urgente: la violenza di genere non è un’emergenza episodica, ma un fenomeno strutturale, radicato nei linguaggi, nei modelli di relazione e negli stereotipi che la società continua, consapevolmente o meno, a tramandare.

Come ricordava ancora Gino Cecchettin, “l’unica risposta duratura alla violenza è educare al rispetto, all’empatia, alla libertà reciproca. Questo può avvenire solo nella scuola, il luogo dove si formano le persone, non solo gli studenti”.

È da questa consapevolezza che muove anche l’incontro promosso dalla Camera Civile di Palermo: un momento di confronto tra magistratura, avvocatura, mondo accademico e associazionismo, volto a riaffermare che la prevenzione passa dall’educazione, e che ogni istituzione ha una parte di responsabilità condivisa nella costruzione di una società capace di riconoscere e rispettare la dignità dell’altro.


Per la partecipazione all’evento saranno riconosciuti n. 3 crediti formativi dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo.

Galleria Fotografica

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Evento Formativo: “L’amore non conosce dipendenze” – di Maria Antonietta Catania e Federica Dolce

Evento formativo promosso dalla Camera Civile di Palermo e AMI Palermo con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo

Martedì 11 novembre 2025 – ore 17.30
Libreria Macaione Spazio Cultura – Via Marchese di Villabianca, 102 – Palermo
Per la partecipazione all’evento il COA di Palermo riconoscerà nr. 3 crediti formativi in “Diritto di Famiglia”.

La Camera Civile di Palermo, in collaborazione con l’Associazione AMI – Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, e con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, promuove un incontro di grande valore culturale e formativo dedicato alla presentazione del volume
“L’amore non conosce dipendenze”, scritto dalle avvocate Maria Antonietta Catania (Vicepresidente della Camera Civile di Palermo) e Federica Dolce.

Un testo che affronta, con linguaggio chiaro e sensibilità professionale, i temi della dipendenza affettiva, delle relazioni tossiche e della violenza di genere, offrendo strumenti giuridici, psicologici e culturali per riconoscere, prevenire e superare dinamiche relazionali disfunzionali.
Come ricordato nell’intervista pubblicata sul nostro sito, l’Avv. Catania sottolinea che “prevenire significa prima di tutto educare alla consapevolezza e al rispetto reciproco”, valorizzando l’approccio multidisciplinare che unisce diritto, psicologia e cultura nella lotta alla violenza di genere.

Saluti istituzionali

  • Avv. Gerlando Gibilaro, Presidente della Camera Civile di Palermo
  • Avv. Dario Greco, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo

Introduce e modera
Dott.ssa Luciana Ardizzone

💬 Dialogano con le autrici:

  • Avv. Rocchina Staiano, docente universitaria e autrice della prefazione (in collegamento)
  • Dott. Nicola Macaione, libraio
  • Avv. Anna Galioto, Presidente AMI Palermo
  • Dott.ssa Sonia Tinti Barraja, psicoterapeuta, autrice del capitolo sul narcisismo e la dipendenza affettiva
  • Avv. Manlio Lombardo, socio AMI Palermo
  • Avv. Giuseppe Varisco, componente del Direttivo della Camera Civile e del COA Palermo

📚 L’incontro, aperto alla cittadinanza è aggredita con nr. 3 crediti formativi dal COA Palermo ai fini della formazione forense, sarà un’occasione di dialogo aperto tra professionisti del diritto, esperti del settore e pubblico, per riflettere su come l’amore possa essere liberato da ogni forma di dipendenza e restituito alla sua dimensione più autentica: quella della libertà e del rispetto.

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“Villaggio della Salute” dell’ASP a Palermo: la prevenzione arriva nella Cittadella Giudiziaria

Giovedì 6 novembre 2025, la Cittadella Giudiziaria di Palermo ospiterà una nuova tappa dell’Open Day Itinerante della Prevenzione, iniziativa promossa dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati – Sezione di Palermo e organizzata dall’ASP di Palermo.

📍L’appuntamento si terrà in Piazza della Memoria, dalle ore 10:00 alle ore 16:30.

Per tutta la giornata, i cittadini e gli operatori della giustizia potranno usufruire gratuitamente di visite, screening e consulenze sanitarie a bordo dei camper e presso i gazebo del “Villaggio della Salute”, allestito dal personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale.
Saranno presenti oltre trenta operatori sanitari tra medici, infermieri e tecnici specializzati, pronti ad accogliere il pubblico e a fornire prestazioni gratuite con accesso diretto, senza necessità di prenotazione.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di promozione della prevenzione e dei corretti stili di vita, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulla diagnosi precoce e sulla gestione dei principali fattori di rischio.
Come ricordano gli organizzatori, “la prevenzione resta la chiave per ridurre il rischio di malattie e costruire ogni giorno una vita più sana”.

Per consultare il programma completo delle iniziative dell’ASP di Palermo e conoscere le prossime tappe dell’Open Day Itinerante della Prevenzione, è possibile visitare il sito ufficiale:
👉 https://screening.asppalermo.org/eventi.php

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II Corso Biennale di Specializzazione in Diritto Civile – Indirizzo in Diritto dei Contratti – Unione Nazionale Camere Civili

La Scuola Nazionale di Specializzazione UNCC apre le iscrizioni

La Camera Civile di Palermo è lieta di diffondere la notizia dell’avvio del Secondo Corso Biennale di Specializzazione in Diritto Civile (2025–2027), con indirizzo in Diritto dei Contratti, promosso dall’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) attraverso la propria Scuola Nazionale di Specializzazione, istituita in convenzione con l’Università di Camerino, l’Università di Padova e la LUM “Giuseppe Degennaro”.

Il Corso è riconosciuto ai sensi del D.M. 144/2015 e del D.M. 163/2020 e consente, al termine del biennio, di conseguire il titolo di Avvocato Specialista in Diritto Civile, ai sensi dell’art. 9 della Legge Professionale n. 247/2012.

Un percorso di eccellenza per l’avvocato civilista

La Scuola Nazionale di Specializzazione rappresenta un progetto ambizioso e di altissimo profilo formativo, ideato per offrire all’avvocato civilista di oggi e di domani un percorso di alta formazione teorico-pratica, fondato su:

  • rigore scientifico, grazie alla partecipazione di professori universitari, magistrati e avvocati di comprovata esperienza;
  • approccio operativo, con laboratori, casi pratici e simulazioni di redazione di atti e pareri;
  • visione moderna della professione, orientata al dialogo con le imprese, le istituzioni e il mercato.

L’indirizzo in Diritto dei Contratti, scelto per questa edizione, si concentra su uno degli ambiti più dinamici del diritto civile, capace di coniugare innovazione, tecnica e concretezza: dal contratto d’impresa ai contratti digitali, dalle garanzie al diritto dei consumatori, dai contratti pubblici alla negoziazione stragiudiziale.

Durata, sedi e struttura del Corso

Il percorso ha durata biennale (novembre 2025 – novembre 2027) per un totale di 244 ore di lezione, articolate in due annualità:

  • Primo anno: parte generale di diritto civile e processuale civile;
  • Secondo anno: parte specialistica dedicata al diritto dei contratti.

Le lezioni si terranno principalmente il sabato mattina, dalle ore 9:15 alle 13:30.
Oltre alle sedi di Roma e Milano, potranno essere attivate sedi decentrate, collegate in videoconferenza, qualora si raggiunga un numero adeguato di iscrizioni. In ogni sede sarà garantita la presenza di tutor esperti e piena interattività con i docenti.

Modalità di iscrizione

  • Le iscrizioni sono aperte fino al 5 novembre 2025 mediante il modulo online disponibile sul sito
    www.unionenazionalecamerecivili.it → sezione Scuola di Specializzazione.
  • La quota di partecipazione è pari a € 2.500,00 + IVA, rateizzabile in 6 rate semestrali.
  • È richiesta la frequenza obbligatoria dell’80% delle lezioni.
  • Al termine del biennio, superate le prove scritta e orale, verrà rilasciato l’attestato valevole per la richiesta del titolo di avvocato specialista in diritto civile.

Un progetto identitario per l’Avvocatura civilista

Come ha ricordato il Presidente dell’UNCC, Avv. Alberto Del Noce, la Scuola rappresenta non solo un’occasione di crescita professionale, ma anche “il segno tangibile della capacità dell’Avvocatura civilista di autogovernarsi, formarsi e crescere”, riaffermando la centralità dell’avvocato nel sistema della giustizia civile.

La Camera Civile di Palermo invita pertanto tutti i Colleghi a cogliere questa straordinaria opportunità formativa e a contribuire con la propria adesione all’attivazione della sede di Palermo, rafforzando la presenza e la voce della nostra comunità professionale nel panorama nazionale.

📍 Per informazioni e iscrizioni:
🔗 www.unionenazionalecamerecivili.it
✉️ scuola@unionenazionalecamerecivili.it

Alleghiamo il bando; il regolamento ed il modulo di iscrizione.

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Il Cantiere della riforma della Legge professionale forense – Roma 18 settembre – Palazzo Montecitorio Camera dei Deputati

Si è svolto giovedì 18 settembre, nella prestigiosa cornice della Sala della Regina a Palazzo Montecitorio, l’evento “Il Cantiere della riforma della Legge professionale forense”, promosso su iniziativa dell’On. Avv. Andrea Pellicini e organizzato in collaborazione con l’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC).

Un appuntamento di grande rilievo istituzionale che ha visto la partecipazione di esponenti del Governo, rappresentanti delle istituzioni forensi e del mondo dell’avvocatura, con l’obiettivo di affrontare le prospettive di riforma della legge professionale e il futuro della funzione dell’avvocato nella società contemporanea.

Gli interventi istituzionali

Il Vice Ministro della Giustizia, Sen. Avv. Francesco Paolo Sisto, ha rimarcato l’importanza della professione forense e delle sue attribuzioni, soprattutto nell’attuale congiuntura caratterizzata da rapide trasformazioni sociali ed economiche. Il Sen. Sisto ha evidenziato come l’avvocato rimanga presidio essenziale di legalità, equilibrio tra le parti e difesa dei diritti fondamentali, sottolineando che ogni intervento riformatore dovrà preservarne il ruolo centrale.

Il Sottosegretario alla Giustizia, Sen. Avv. Andrea Ostellari, ha richiamato il fondamentale ruolo dell’avvocato nella società moderna, sottolineando le nuove sfide che attendono la categoria: dalla digitalizzazione della giustizia, alla crescente complessità delle materie trattate, fino al rapporto con l’Europa e gli ordinamenti sovranazionali. L’avvocatura, ha ricordato il Sen. Ostellari, deve essere messa nelle condizioni di rispondere in maniera efficace e tempestiva a queste trasformazioni.

Le voci dell’avvocatura

Di particolare rilievo l’intervento dell’Avv. Alberto Del Noce, Presidente dell’UNCC, che ha offerto una riflessione di alto profilo istituzionale. L’Avv. Del Noce ha analizzato le complesse problematiche che attraversano oggi la professione, soffermandosi sulla necessità che la riforma ribadisca con chiarezza il ruolo centrale dell’avvocato. In particolare, ha sottolineato come anche nell’ambito delle società tra avvocati debba essere garantita l’indipendenza della professione, evitando derive che possano condizionare l’esercizio libero e autonomo della difesa. L’avvocato, ha rimarcato, non è un mero prestatore di servizi, ma un presidio di democrazia e di giustizia sostanziale.

L’Avv. Maria Annunziata, Presidente di Cassa Forense, ha posto l’accento sul calo degli iscritti alla professione, evidenziando come sempre meno giovani scelgano di intraprendere la carriera forense. Tale fenomeno, oltre a sollevare interrogativi sulla sostenibilità futura della professione, ha inevitabili riflessi sul piano previdenziale e pensionistico.

L’Avv. Mario Scialla, Coordinatore dell’OCF, ha richiamato l’attenzione sulle numerose sfide che attendono l’avvocatura nei prossimi anni, ribadendo l’importanza di un fronte unitario delle istituzioni forensi per affrontarle con efficacia.

Il Consiglio dei Presidente delle Camere Civili

Al termine dei lavori si è svolto il Consiglio dei Presidenti delle Camere Civili territoriali aderenti all’UNCC, in preparazione della prossima Assemblea Nazionale dell’UNCC, fissata per i giorni 2-3-4 ottobre 2025 a Reggio Emilia. In tale sede per la Camera Civile di Palermo hanno partecipato il Presidente Avv. Gerlando Gibilaro ed il Segretario Avv. Biagio Barbiera.

Va ricordato che l’Unione Nazionale delle Camere Civili è stata riconosciuta dal Consiglio Nazionale Forense come Associazione specialistica maggiormente rappresentativa, con il conseguente inserimento nell’elenco previsto dall’art. 35, comma 1, lett. s) della legge di riforma dell’ordinamento forense. Si tratta di un passaggio di grande rilievo istituzionale, che consolida il ruolo dell’UNCC quale interlocutore qualificato e autorevole nel panorama forense nazionale.

Tale riconoscimento consente all’Unione di organizzare ufficialmente corsi di alta formazione specialistica e corsi di aggiornamento, come già avviene con la Scuola Nazionale di Specializzazione che ha deliberato l’avvio della seconda edizione del Corso biennale di specializzazione in diritto civile (2025-2027), con indirizzo in diritto dei contratti.

Un percorso formativo che, in attuazione del D.M. 12 agosto 2015, n. 144, mira a fornire all’avvocato civilista gli strumenti per conseguire il titolo di Specialista, attraverso una preparazione teorico-pratica di alto livello, volta a garantire competenze solide e aggiornate in un settore strategico per la professione.

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Corso di Alta Formazione per Custodi e Delegati alle Vendite ex art. 179-ter disp. att. c.p.c. dell’UNCC

La Camera Civile di Palermo è lieta di informare i colleghi che sono aperte le iscrizioni al Corso di Alta Formazione per Custodi e Professionisti Delegati alle Operazioni di Vendita, organizzato dalla Fondazione UNCC e dall’Unione Nazionale delle Camere Civili.

Si tratta di un percorso formativo di assoluto rilievo, riservato agli iscritti delle Camere Civili aderenti all’UNCC, che unisce rigore scientifico e taglio pratico, fornendo strumenti concreti per l’attività professionale.
Chi non fosse ancora iscritto può aderire alla Camera Civile di Palermo scrivendo a info@cameracivilepalermo.it (maggiori infomarzioni in questa sezione del sito).

Perché partecipare

  • Programma completo e di alto livello: il corso affronta tutti i principali aspetti della materia esecutiva, dalle riforme Cartabia alla custodia dei beni, dalle operazioni di vendita al decreto di trasferimento, fino alla distribuzione delle somme ricavateProgramma dettagliato corso del….
  • Relatori di prim’ordine: professori universitari, magistrati, notai e avvocati con comprovata esperienza nel settore, che offriranno sia inquadramenti teorici sia laboratori pratici.
  • Formazione continua: il Consiglio Nazionale Forense ha riconosciuto al corso 20 crediti formativi ordinari, validi per l’aggiornamento professionale obbligatorio.
  • Accesso riservato e agevolato: il corso è destinato ai soli iscritti delle Camere Civili aderenti all’UNCC. Chi desidera partecipare e non è ancora socio della nostra Camera potrà associarsi, con un risparmio complessivo rispetto ad altre offerte formative sul mercato.
  • Costo contenuto: la quota di partecipazione è di € 130,00 (ridotta a € 100,00 per gli under 35), IVA esente (in calce a questo articolo la locandina ed il programma).

Struttura del corso

Il corso si articola in cinque incontri online pomeridiani (dalle 15:00 alle 19:00), tra settembre e novembre 2025, seguiti da una prova finale in presenza (10 dicembre 2025) presso le Camere territoriali disponibili.

Alcuni temi trattati:

  • I principi generali sul processo esecutivo e le riforme Cartabia
  • Gli adempimenti propedeutici all’udienza ex art. 569 c.p.c.
  • La custodia dei beni e le attività del custode
  • La delega e le operazioni di vendita
  • Il trasferimento dell’immobile e la distribuzione delle somme
  • Le azioni connesse all’espropriazione forzata

Per ogni sessione sono previsti anche laboratori pratici, al fine di consolidare le competenze operative dei partecipanti.

Modalità di iscrizione

Le iscrizioni devono essere effettuate tramite il modulo online disponibile al seguente link:
👉 Modulo di pre-iscrizione (entro il 23 settembre 2025)

Tutte le informazioni, comprese le date e il programma completo, sono consultabili nella locandina ufficiale e nel programma dettagliato allegati.
Per ulteriori quesiti è possibile scrivere a: formazione@unionenazionalecamerecivili.it.


📌 La Camera Civile di Palermo invita tutti i colleghi a cogliere questa occasione formativa, che rappresenta non solo un requisito di legge ma anche una straordinaria opportunità di crescita professionale, in un settore di grande rilevanza pratica per l’avvocatura civile.

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