Open Data Day a Palermo il 22 febbraio 2014: Cosa sono i dati aperti, cosa è stato fato sino ad oggi

Il prossimo Sabato 22 febbraio 2014 si svolgerà a Palermo una edizione locale dell’International Open Data Day.
L’evento (qui la presentazione) si terrà dalle 9:30 alle 12:30 presso la sede del Comitato di Cittadini per il Bene Collettivo (c/o Centro Studi sulla Comunicazione Anghelos in Via Luigi Pirandello, 40 – Palermo), è gratuito ed è necessario registrarsi compilando l’apposito form in questa pagina.

Cosa sono i dati aperti (open data)?
Il Codice dell’Amministrazione Digitale contiene indicazioni e caratteristiche dei “Dati aperti”. Open Data sta a significare dati pubblici in formato aperto, liberi e accessibili da tutti i cittadini, oltre che facilmente riutilizzabili e scambiabili sul web, senza limitazioni di copyright, brevetti o altro.
All’Art. 52 del predetto CAD, infatti, viene disposto: “…Le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare e rendere fruibili i dati pubblici di cui sono titolari, promuovono progetti di elaborazione e di diffusione degli stessi anche attraverso l’uso di strumenti di finanza di progetto, assicurando…la pubblicazione dei dati e dei documenti in formati aperti…
Al successivo Art. 68 viene ulteriormente stabilito: “…Le pubbliche amministrazioni nella predisposizione o nell’acquisizione dei programmi informatici, adottano soluzioni informatiche…che assicurino l’interoperabilità e la cooperazione applicativa e consentano la rappresentazione dei dati e documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto…

Perché i dati aperti sono importanti?
Andare in ufficio, effettuare una ricerca, inventarsi un lavoro: abbiamo bisogno di dati. Questi, in genere, ci vengono forniti – se ci vengono forniti – già belli ed impacchettati. Pensate, ad esempio, al navigatore che avete sul vostro smartphone: si basa su dati cartografici raccolti e riprodotti su di una mappa digitale.
Oppure, con riferimento alla nostra professione di avvocati, pensate alla applicazione giustizia civile che consente la consultazione pubblica, in forma anonima, dei registri civili del Ministero della Giustizia per gli uffici di: Corte d’Appello, Tribunale Ordinario, Sezione distaccata e Giudice di Pace.
Tutte queste applicazioni si basano, appunto, su dei dati che per essere utilizzabili devono essere resi disponibili in formati aperti e leggibili da macchine (pc).
Ma vi è di più.
La P.A. deve (o dovrebbe) essere trasparente e, pertanto, deve mettere a disposizione del cittadino e delle imprese i dati pubblici in  proprio possesso.
Distribuire i dati pubblici in un formato aperto costituisce il presupposto di base affinché possa svilupparsi un vero e proprio processo di collaborazione tra le istituzioni e la comunità dei cittadini sulle scelte di governo.
Mediante strategie di apertura dei dati pubblici, i cittadini non sono più soltanto consumatori passivi di informazioni messe a disposizione dalle amministrazioni. Hanno invece l’opportunità di riutilizzare e integrare i dati messi loro a disposizione, fino a sviluppare servizi e applicazioni a vantaggio dell’intera comunità di utenti, che vanno ad affiancarsi a quelli creati centralmente dalle istituzioni.
Il più grande detentore dei dati è la Pubblica Amministrazione.
I dati risultano necessari per effettuare delle scelte: dove prendere urgenti provvedimenti contro inquinamento atmosferico in città? Come stabilisco il senso di una via? Come decido di investire una quota del bilancio Comunale?
Avere dei dati corretti, aggiornati, leggibili, rappresenta un buon punto di partenza per avere una amministrazione efficiente. L’altro elemento è avere degli amministratori qualificati.

Perché la materia dei dati aperti interessa anche noi come avvocati?
Sulla nostra professione assistiamo a numerose belle affermazioni di principio che spesso lasciano il tempo che trovano.
Credo, aldilà di qualunque retorica, sia importante ricordare cosa vuol dire essere un avvocato: oltre alla difesa dei nostri assistiti, più in generale, è sicuramente nostro compito promuovere e contribuire all’adeguamento dell’ordinamento civile, sostanziale e processuale, alle esigenze della società e contribuisce al migliore funzionamento della Giustizia Civile.
Le tematiche che saranno trattate in questo incontro ci coinvolgono per le nostre competenze professionali, anche in tema di opportunità, (ad esempio in tema di licenze e diritti d’autore, rapporti con la P.A., privacy, etc.), ma anche in qualità di cittadini.

Questo incontro è aperto e parteciperanno le istituzioni comunali, professionisti, sviluppatori, imprenditori e tutti coloro che desiderano aggiornarsi e saperne un po’ di più su questa tematica.
In questo momento storico in cui le tematiche della trasparenza della P.A., del processo civile telematico, risultano essere di particolare attualità ed interesse, credo che il nostro contributo e la nostra partecipazione possa essere di particolare rilevanza.

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Informazioni su Avv. Gerlando Gibilaro

Vice Presidente della Camera Civile di Palermo Avvocato - esercita presso la Corte di Appello di Palermo
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