Tariffe e parametri forensi 2014: alcune considerazioni

Come tutti sappiamo, sono state pubblicate le nuove tariffe professionali, liberamente consultabili a questo indirizzo (è indicato che il testo, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, potrebbe subire ritocchi formali).

Dalla lettura delle tabelle risulta evidente un miglioramento rispetto alle precedenti disposizioni di cui al DM 140/2012 e pur tuttavia, nonostante tali nuove previsioni siano state accolte dal CNF  con le qualifiche di “Trasparenza, Equità, Prevedibilità, Libertà, Semplicità, Chiarezza, Concorrenza“, si devono effettuare alcune considerazioni.

L’art. 1 del citato DM, recita:  “Il regolamento disciplina per le prestazioni professionali i parametri dei compensi all’avvocato quando all’atto dell’incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale degli stessi, comprese le ipotesi di liquidazione nonché di prestazione nell’interesse di terzi o prestazioni officiose previste dalla legge“.
Il professionista ed il cliente possono, quindi, sottoscrivere un accordo nel quale vengono determinati i compensi per l’attività professionale espletata, evidentemente, in deroga alle tabelle ed a prescindere dalla liquidazione giudiziale. Ricordiamo, che, ovviamente, il compenso deve essere “proporzionato all’importanza dell’opera” (art. 2 comma 1).
Come probabilmente tutti sappiamo è stato re-introdotto (anche in caso di determinazione contrattuale) il “rimborso spese forfettarie di regola nella misura del 15 per cento del compenso totale per la prestazione” (art. 2).
L’unica cosa che continuo a non comprendere è il significato del termine “di regola“. Infatti mi chiedo: il rimborso forfettario potrebbe non essere applicato attraverso specifica motivazione?

All’art. 4 viene indicato “Il giudice tiene conto dei valori medi di cui alle tabelle allegate, che, in applicazione dei parametri generali, possono essere aumentati, di regola, fino all’80 per cento, o diminuiti fino al 50 per cento. Per la fase istruttoria l’aumento è di regola fino al 100 per cento e la diminuzione di regola fino al 70 per cento“.

Mi sia consentito osservare che aumenti sino all’80% e diminuzioni sino al 50%, così come aumenti sino al 100% e diminuzioni sono al 70% per la fase istruttoria, a mio personalissimo avviso, contrastano fortemente con i criteri di “Trasparenza, Equità, Prevedibilità, Libertà, Semplicità, Chiarezza, Concorrenza“.
Mi chiedo se non sarebbe stato meglio eliminare o quanto meno, contenere fortemente tali aumenti e diminuzioni e ciò proprio in ossequio ai principi sopra evidenziati.

All’art. 4 comma 6 viene previsto “Nell’ipotesi di conciliazione giudiziale o transazione della controversia, la liquidazione del compenso è di regola aumentato fino a un quarto rispetto a quello altrimenti liquidabile per la fase decisionale fermo quanto maturato per l’attività precedentemente svolta“.
Al successivo comma 8 del citato articolo viene previsto “Il compenso da liquidare giudizialmente a carico del soccombente costituito può essere aumentato fino a un terzo rispetto a quello altrimenti liquidabile quando le difese della parte vittoriosa sono risultate manifestamente fondate“.
Il comma 9 dell’art. 4 è previsto, fra l’altro che: “(…)nei casi d’inammissibilità o improponibilità o improcedibilità della domanda, il compenso dovuto all’avvocato del soccombente è ridotto, di regola ove concorrano gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate nella motivazione, del 50 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile“.

Infine, ricordiamo l’art. 27 che prevede per quanto attiene alle trasferte: “All’avvocato, che per l’esecuzione dell’incarico deve trasferirsi fuori dal luogo ove svolge la professione in modo prevalente, è liquidato il rimborso delle spese sostenute e un’indennità di trasferta. Si tiene conto del costo del soggiorno documentato dal professionista, con il limite di un albergo quattro stelle, unitamente, di regola, a una maggiorazione del 10 per cento quale rimborso delle spese accessorie; per le spese di viaggio, in caso di utilizzo di autoveicolo proprio, è riconosciuta un’indennità chilometrica pari di regola a un quinto del costo del carburante al litro, oltre alle spese documentate di pedaggio autostradale e parcheggio“.

A margine di tali considerazioni ci piace ricordare che nei sistemi anglosassoni sono previsti diversi sistemi retributivi (a mio avviso decisamente più moderni).
Ad esempio la “contingent fee” (Stati Uniti), la “conditional fee” (in Inghilterra) prevedono che il compenso per l’attività legale svolta sia dovuto solo laddove venga raggiunto un risultato favorevole (vittoria o transazione stragiudiziale) per il cliente: “No win no fee“.

I “contingent fees” sono calcolati in una percentuale netta su quanto percepito dal cliente vittorioso. In sostanza si tratta di un patto di quota lite tra l’avvocato e il cliente: se l’avvocato fa vincere la causa al cliente, egli verrà pagato interamente sulla base del tariffario forense o delle ore lavorative impiegate, con in più un compenso aggiuntivo.
In Inghilterra, la quota lite deve consistere in una percentuale non superiore al 100% del normale onorario; negli Stati Uniti, l’avvocato riceve invece una percentuale del risarcimento ottenuto in favore del proprio cliente (sul punto si confronti qui).

Queste sono solo brevi considerazioni per una avvocatura che vuole essere più moderna, trasparente ed adeguata ai nostri tempi.

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Il Valore della Giustizia – Ciclo di incontri. Il Senso della legalità e bene comune: La legge ingiusta e il diritto senza verità

Avevamo dato già notizia in questo articolo, del ciclo di incontri sul tema del Valore della Giustizia, promossi ed organizzati dalla Sede di Palermo del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, dall’Associazione Ex Alunni Gonzaga- CEI.

Giorno 15 marzo 2014 alle ore 10,00 presso l’Auditorium Gonzaga – via Piersanti Mattarella, 38 – Palermo, avrà luogo l’incontro sul tema “Il Senso della legalità e bene comune: La legge ingiusta e il diritto senza verità“.
Questo il programma:
Saluti e Introduzione:
P. Francesco Beneduce SJ, Rettore del Centro Educativo Ignaziano
Bruno Calandrino, Presidente Associazione Ex Alunni Gonzaga-CEI
Francesco Punzo, Responsabile del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo – Sede di Palermo
INTERVENTI
Alessandro Pajno, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato
Francesco Greco, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo
Gaspare Sturzo, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma
Segue Dibattito.

Invito-Valore giustizia-15-03-2014

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Camera Civile Palermo: dalla crisi dell’associazionismo alle nuove sfide

Qui di seguito pubblichiamo la relazione annuale relativa all’attività svolta per l’anno 2013.

Introduzione: la crisi dell’associazionismo

Nell’illustrare l’attività sociale della Camera Civile di Palermo, per l’anno 2013, non possiamo prescindere dall’effettuare alcune preliminari valutazioni circa il fenomeno del generale rallentamento della partecipazione alle diverse forme associative e, pertanto, una profonda crisi delle stesse, registratosi, in particolar modo, nell’odierno contesto nazionale, ma anche, più in generale, nella cultura politico/giuridica, per così dire, occidentale.
Con il termine associazionismo intendiamo riferirci al fenomeno della formazione di gruppi più o meno omogenei e funzionali alla coltivazione di interessi comuni ai rispettivi componenti che, nella sua forma di struttura regolamentata, cresce e si sviluppa in America nell’Ottocento: dove i cittadini impostano la loro nuova vita in libertà e democrazia, dando vita ad un nuovo modello di Società.
Alexis de Tocqueville, nell’analisi della democrazia rappresentativa repubblicana, e dei motivi per i quali essa aveva potuto attecchire tanto bene negli Stati Uniti mentre era fallita in numerosi altri paesi (De la démocratie en Amérique), ebbe a dire “Non vi è nulla che la volontà umana non creda di poter ottenere grazie alla libera azione del potere collettivo degli individui”.

Prima seduta dell'Assemblea Costituente, 25 giugno 1946

Prima seduta dell’Assemblea Costituente – Questa è una fotografia scattata in Italia ed è ora nel pubblico dominio poiché il copyright è scaduto.

I nostri stessi Padri Costituenti hanno riconosciuto il valore della formazione associative (art. 18 Cost.), comprendendone il ruolo e la fondamentale portata democratica quali spazi di sviluppo della personalità umana, promuovendo, quindi, la libertà di aggregazione in molteplici ed affatto tipizzate forme.
Coloro che decidono di aderire a un’associazione, sono spinti non solo dall’esigenza di unirsi ad altri soggetti di comuni passioni e conformi inclinazioni, dal desiderio di formare la propria personalità per la conduzione della propria vita civica quotidiana, ma anche dalla convinzione che la forma associativa potrà raggiungere quegli scopi preclusi al singolo individuo.
Oggi l’associazionismo, quella struttura cosi libera ed aggregante che ha svolto nel tempo una funzione insostituibile nella Società, è entrato in crisi.
Non è in discussione l’utilità dell’associazionismo.
E pur tuttavia credo sia necessario tornare ad interrogarsi circa la validità universale dell’approccio associativo ai problemi sociali.
Siamo dei consapevoli spettatori di una crisi che, a partire dall’entità economica, sta colpendo soprattutto i Paesi occidentali industrializzati.
Vi sarà sicuramente tempo per ragionare circa le motivazioni di tale congiuntura, che, tuttavia, non possiamo relegare a soli fattori di matrice economica.
Mi chiedo, infatti, se prima dell’aspetto economico, le cause di tale crisi siano da ricercare nei turbamenti dell’identità e dei valori dei singoli individui e della società in generale.
Lo scoppio della bolla immobiliare e speculativa, i casi Enron, Lehman Brothers, Parmalat, giusto per citare quelli che hanno avuto il maggiore impatto mass-mediatico, e più in generale l’odierna crisi finanziaria, sono certamente stati generati dalla crisi dei valori dell’individuo, dal profondo cambiamento delle dinamiche nei rapporti sociali, dal mutamento della funzione dell’impresa che sempre di più si è dovuta adeguare a contesti socio economici globali.
Inoltre, un generale ripensamento della composizione, del ruolo e della funzione della famiglia; l’insorgere di nuove forme di comunicazione e partecipazione; l’avvento delle nuove tecnologie come parte integrante del tessuto relazionale; la necessità di maggiore trasparenza nell’attività della Pubblica Amministrazione; la funzione globale riconosciuta ai “dati” come strumento di divulgazione della conoscenza (dalla c.d. direttiva Obama del 2009 in tema di Open Data, al caso WikiLeaks); l’intreccio di tutti questi elementi hanno inevitabilmente radicalmente mutato la compagine sociale.
In questo contesto, l’inadeguatezza del tessuto politico, specchio delle incertezze e delle difficoltà cui il singolo individuo si è trovato all’alba del nuovo millennio, ha generato una progressiva sfiducia ed un conseguente distacco verso le consolidate forme associativo/rappresentative.
Queste ultime, d’altro canto, si sono dimostrate inefficaci ed inconsistenti nel raggiungimento degli scopi per cui sono state costituite ma, sopratutto, inaffidabili nella tutela degli interessi dei singoli consociati.

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Rappresentatività ed impegno

Senza volerci dilungare oltre nella superiore disamina, quanto sopra evidenziato deve comunque spingerci ad un radicale e sostanziale rinnovamento della funzione e della forma associativa ed in particolare, per quanto ci riguarda, con riferimento alle associazioni degli esercenti la professione legale oggi più che mai in crisi e profondamente coinvolta nei predetti mutamenti sociali.
Queste considerazioni, più volte ribadite da autorevoli esponenti del mondo forense, politico e giudiziario, purtroppo si sono rivelate vuote manifestazioni di principio e nei fatti sono state mortificate dall’assenza di una qualsivoglia iniziativa concreta volta ad un rinnovamento della categoria professionale.
Nel nostro attuale Parlamento gli avvocati sono 110: 72 alla Camera e 38 al Senato e rappresentano la seconda categoria più rappresentata (gli impiegati sono 222 in tutto tra Camera e Senato; i dirigenti sono 98: 65 alla Camera e 33 al Senato; gli imprenditori sono 86: 46 a Montecitorio e 40 a Palazzo Madama; gli atenei sono rappresentati da 64 docenti, equamente divisi tra Camera e Senato; nove in tutto i magistrati ed i paramedici; 4 gli imprenditori agricoli; non mancano i farmacisti: due alla Camera e due al Senato; quarantuno i consulenti, 25 alla Camera e 16 al Senato; 56 i funzionari di partito, 29 a Montecitorio e 27 a Palazzo Madama; 42 i medici, 27 senatori e 15 deputati; 47 gli insegnanti, 24 alla Camera e 23 al Senato- fonte: iltempo.it : il Parlamento fa il pieno di avvocati ed impiegati – articolo del 05/05/2013 – Adnkronos).

29 dicembre 1971, Giovanni Leone giura al Parlamento riunito in seduta plenaria – Questa è una fotografia scattata in Italia (o in territorio italiano) ed è ora nel pubblico dominio poiché il copyright è scaduto

A fronte di tale rappresentatività, non possiamo non stigmatizzare la circostanza per cui abbiamo assistito ad una produzione legislativa che troppo spesso si è tradotta in provvedimenti non solo incapaci di raggiungere i fini preposti, ma addirittura nocivi, norme farraginose, contraddittorie e spesso dichiarate incostituzionali.
Sul versante professionale gli scioperi degli ultimi tre anni (l’ultimo proprio nel mese di febbraio) hanno mostrato l’insofferenza della classe forense e l’inadeguatezza degli organi rappresentativi che, loro malgrado, non sono stati capaci di interpretare le mutate esigenze dei professionisti ed incidere nel quadro legislativo.
La categoria forense, non v’è dubbio, è estremamente variegata: dal praticante, all’avvocato del tutto alle dipendenze di uno studio, al piccolo avvocato che sopravvive in esperienze di provincia, al piccolo/medio studio legale, ai partner e senior counsel dei grandi studi associati.
Come poter rappresentare questo quadro umano e professionale disomogeneo anche in considerazione degli aspetti territoriali ed economici che dividono l’Italia sostanzialmente in tre macro-regioni?
Come dare voce alle nuove esigenze ed al contempo indicare la via da seguire nel tentativo di rinnovamento della professione legale?
Cosa dire ai colleghi in questo momento di incertezza, anche previdenziale, per convincerli della necessità associativa?
Infatti, al disgregamento della rappresentatività è seguito una progressiva sfiducia negli stessi organi rappresentativi.
Tale malessere è percepibile nel contesto vivo dell’esperienza dell’attività forense, laddove le progressive inefficienze del “sistema giustizia”, ormai di domino pubblico, fanno pensare al prossimo collasso del sistema giudiziario.
Come detto è necessario, oggi più che mai, effettuare un profondo e radicale ripensamento della professione e delle forme associative e rappresentative.
Ciò deve avvenire riscoprendo e ponendo nuovamente al centro delle scelte associative i valori dell’attività professionale intesa come imprescindibile attore del funzionamento della Giustizia Civile.
Ma sopratutto, a sommesso avviso dello scrivente, effettuando una profonda autocritica in merito a certe scelte nefaste, indecisioni e frammentazioni allorquando si è trattato di prendere una decisa e convinta presa di posizione innanzi a provvedimenti legislativi che non esiteremo a definire abnormi, mancanza di coesione e rappresentatività dell’intera compagine legale.

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Il cambiamento

Illustrazione tratta da “I promessi sposi” del dottor Azzecca-Garbugli – Public domain Questa immagine è nel pubblico dominio perché il relativo copyright è scaduto.

E’ necessario, dunque, cambiare.
Il cambiamento, la storia ci insegna, non è mai indolore.
Vecchie posizioni e nuove necessità non possono coesistere.
In questo momento storico di mutamenti, pertanto, l’attività di una associazione come la Camera Civile di Palermo, deve essere particolarmente coesa nel porre al centro della propria attività i seguenti obiettivi:
Giovani avvocati: credo sia necessario recuperare l’energia e l’entusiasmo della futura classe forense ponendola a stretto contatto con le realtà professionali più consolidate e favorendone l’ingresso anche alle cariche rappresentative dell’associazione. L’esperienza economica delle strat-up sta insegnando che le nuove aziende, che crescono in un tessuto imprenditoriale elevato, sviluppano delle importanti sinergie con le aziende più consolidate e radicate nel mercato. Alla stessa maniera credo che gli avvocati che si affacciano alla professione, in stretta collaborazione con l’esperienza di coloro che da più tempo la praticano, possano guidare questo cambiamento.
Comunicazione: è fondamentale veicolare l’immagine della Camera Civile quale associazione rappresentativa. Deve necessariamente essere presa una posizione chiara ed autorevole sugli innumerevoli aspetti problematici della professione e della giustizia, enucleare i più importanti ed assumere, in collaborazione con l’Unione Nazionale delle Camere Civili, una partecipata attività propositiva. Non mi riferisco solamente alle questioni inerenti le tariffe professionali, la riforma del processo civile ed unificazione dei riti, la formazione continua, l’aumento delle spese di giustizia, e via dicendo. La Camera Civile di Palermo deve necessariamente comunicare il proprio pensiero relativo alle problematiche distrettuali (l’efficienza delle cancellerie, l’ufficio notifiche, le iscrizioni a ruolo) e contestualmente essere direttamente promotrice di azioni concrete volte a migliorare l’attività professionale dei colleghi.
Servizi: inevitabilmente l’associazione deve oggi più che mai essere vicina ai propri associati fornendo loro sostegno nell’attività quotidianamente esercitata. Tale natura di servizio crea la coesione, la condivisione e la formazione del singolo e del gruppo. Per tali ragioni ritengo che non si possa prescindere dall’organizzare un completo e autorevole piano formativo. Ciò al fine di dare dignità ad un obbligo (di cui si dovrà ridiscutere la portata, ad avviso dello scrivente) che nella sostanza viene mortificato da uno spesso imbarazzante rincorrere i crediti formativi. Inoltre, si deve prevedere la possibilità di realizzare accordi con partner privati e ciò al fine di poter stipulare convenzioni su prodotti e servizi inerenti le tematiche legali, come ad esempio le società di servizi di cui alle nuove norme attuative del processo telematico. Infine, la stessa Camera Civile deve costituire dei gruppi di studio su tematiche condivise e pubblicare i propri lavori nel sito istituzionale.

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L’Attività degli organi istituzionali

I superiori impegni, crediamo, possono contribuire a dare dignità alla nostra scelta professionale che inevitabilmente, come tutte le professioni, implica una scelta di vita.
La Camera Civile di Palermo ha in prima persona vissuto la crisi che ha coinvolto l’intera classe professionale vivendo un momento di importante riflessione sul futuro della categoria.
In questo senso, sono state attivate collaborazioni con le esperienze associazionistiche non direttamente attinenti la professione legale e su tematiche di forte rilevanza sociale.
La Camera Civile di Palermo si è fatta partner e promotore di due convegni sulla figura della donna e la sua partecipazione attiva nella società, analizzando e ponendo in luce gli aspetti più problematici e delicati che troppo spesso sono stati tragici oggetti dei fatti di cronaca.
I Clubs Lions di Palermo, ai quali si sono uniti la Camera Civile di Palermo, l’Associazione Mogli Medici Italiani e con il patrocinio del Comando Regione Militare Sud, hanno organizzato il 20 aprile 2013 il convegno sul tema “Rompere il silenzio: la violenza sulle donne e sui minori fra prevenzione e ascolto” .
I relatori del convegno sono stati:
Dr.ssa Angela Ruvolo (Psicologa – psicoterapeuta): Il consulente e la vittima dell’abuso sessuale. Tu che mi guardi e mi ascolti, tu che mi guardi e mi racconti.
Dr.ssa Alessia Sinatra (Sostituto procuratore della Repubblica): La vittima e il trauma: gli aspetti riparatori del percorso giudiziario.
Dr.ssa Daniela Miceli (Docente specializzato scuola primaria): L’intervento educativo, scuola, famiglia, territorio.
Dr.ssa Maria Concetta Sole (Presidente del Tribunale per i Minorenni di Palermo): La protezione del minore fra prevenzione ed intervento.
Dr. Maurizio Gentile (Psicologo referente per l’area delle disabilità e la dispersione Scolastia dell’Ufficio Scolastico regionale): La violenza sulle fasce deboli fra scuola e territorio.
Avv. Francesco Greco (Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo): Il ruolo del difensore e confini del segreto professionale.
Prof. Avv. Gianfranco Amenta (Titolare di Cattedra Istituzioni di diritto privato Università di Palermo): Il ruolo dell’Avvocato e la funzione dei Lions.
Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha commentato quella che è una delle piaghe delle società contemporanee: “Più del 70% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita”, si è tenuta il 26 novembre la conferenza: “La violenza sulla donna. Non basta dire basta”.
Questo il programma:
Bruno Calandrino, Presidente Associazione Ex Alunni Gonzaga – CEI;
Modera:
Maria Teresa Maligno, Sostituito Procuratore della Repubblica di Palermo;
Intervengono:
Alessia Sinatra, Sostituito Procuratore della Repubblica di Palermo;
Rosaria Maida, Dirigente Squadra Mobile di Palermo;
Angela Ruvolo, Psicologa giuridica consulente per l’autorità Giudiziaria;
Vittoria Messina, Psicologa Presidente Associazione “Le Onde“;
Antonella Bona, Avvocato.

Celerità e Giustizia nel Processo Civile? Effetti delle recenti riforme processuali sulla professione forense – 22 novembre 2013 l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo.

A chiusura d’anno è stato organizzato un convegno volto proprio a fare il punto della situazione in ordine alle superiori accennate problematiche della Giustizia Civile.
Il 22 novembre 2013 presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo è stato tenuto l’incontro studio sul tema: Celerità e Giustizia nel Processo Civile? Effetti delle recenti riforme processuali sulla professione forense.
Questo il programma:
Introduce:
Avv. Pietro Manzella (Presidente Camera Civile di Palermo)
Saluti: Dr. Vincenzo Oliveri (Presidente della Corte di Appello di Palermo) Avv. Francesco Greco (Presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Palermo)
Moderatore: Dr. Riccardo Arena (Presidente Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Palermo)
Relatori:
Prof. Avv. Girolamo Monteleone (Professore di Diritto Processuale Civile -Università degli studi di Palermo): Le riforme del processo civile: due codici a confronto
Prof. Augusto Chizzini (Professore di Diritto Processuale Civile – Università cattolica del sacro cuore di milano): Le riforme del processo civile dal 1990 ad oggi
Dr. Matteo Frasca (Presidente della Corte di Appello di PAlermo – Sez. Lavoro): Il C.D. “filtro in appello”
Interventi Programmati:
Dott.ssa Viviana Battaglia (Ricercatrice confermata facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo): Mito e realtà della litigiosità degli italiani: la statistica giudiziaria
Avv. Federico Russo (Ricercatore facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo): Ultime novità e nuovi problemi in tema di mediazione preventiva

***

Conclusioni

L’attività di rinnovamento non può certamente essere affidato a poche forze, ma necessita di una compagine coesa e collaborativa dove, lo ripetiamo ancora una volta, è fondamentale chiedere l’ausilio dei più giovani entusiasmi della nostra categoria professionale.
E’ su questi temi che il consiglio direttivo della Camera civile di Palermo, nei prossimi incontri, dovrà dare una chiara ed autorevole indicazione.
Con questo spirito concludo la presente relazione volendo ricordare, come sprone, l’adagio di un, non eccezionale, ma a mio avviso significativo film:
Dovete guardare il compagno che vi sta accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri (…) Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente” (Any Given Sunday – Oliver Stone – 1999).
Avv. Gerlando Gibilaro
Segretario della Camera Civile di Palermo

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Terzo Rapporto sulla Giustizia Civile in Italia

Si terrà a Romimmagine locandinaa, 13-14 marzo 2014 – Corte di Cassazione, Aula Magna il Convegno: Terzo Rapporto sulla Giustizia Civile in Italia: “Semplificazione e unificazione dei riti nella prospettiva dell’unificazione della giurisdizione” organizzato dall’Unione Nazionale Camere Civili e dal Centro Studi dell’Avvocatura Civile Italiana, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Forense, l’Associazione Nazionale Magistrati e l’Associazione fra gli studiosi del processo civile.

Questo il programma dei lavori:
Prima sessione: Giovedì 13 marzo ( ore 13,00 – 18,00)
Le ultime riforme e attuali prospettive del processo civile
Renzo Menoni (Pres. UNCC); Giorgio Santacroce (Primo Pres. Corte Cassazione); Luigi Rovelli (Primo Pres. Agg. Corte Cassazione); Girolamo Bongiorno (Emerito Dir. Proc. Civ.); Giorgio Costantino (Ord. Dir. Proc. Civ.); Camilla Di Iasi (Cons. Corte Cassazione); Andrea Pasqualin (Comp. CNF); Stefania Starace (Giunta ANM)

Seconda Sessione: Venerdì 14 marzo (ore 9,00 – 13,00 e 14,30 – 16,30)
Semplificazione e unificazione dei riti – Unificazione della giurisdizione
Claudio Consolo (Ord. Dir. Proc. Civ. ); Luisa De Renzis (Giunta ANM); Leonardo Ferrara (Ord. Dir. Amm.); Oberdan Forlenza (Cons. Stato – Segr. Gen. Giust. Amm.); Antonio Lamorgese (Cons. Corte Cassazione); Achille Saletti (Ordinario Dir. Proc. Civ.); Caterina Silvestri (Aggr. Teoria Gen. del processo); Nicolò Trocker (Ord. Dir Proc. Civ.); Giovanni Verde (Ord. Dir. Proc. Civ.)

Terza sessione: Venerdì 14 marzo ore 16,30 – 18,00
Tavola rotonda conclusiva
Renzo Menoni (Pres. UNCC); Guido Alpa (Pres. CNF) ; Federico Carpi (Pres. Ass. It. Studiosi processo civile); Giorgio Santacroce (Primo Pres. Corte Cassazione); Valerio Savio (Vicepres. ANM)

Il Convegno è in corso di accreditamento presso il CNF, con il riconoscimento di n.12 crediti formativi.
Informazioni e iscrizioni: avv. L. Jannotta, tel. 0532/211102 – fax 0532/211988 – mail:laurajannotta@gmail.it

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Open Data Day a Palermo il 22 febbraio 2014: Cosa sono i dati aperti, cosa è stato fato sino ad oggi

Il prossimo Sabato 22 febbraio 2014 si svolgerà a Palermo una edizione locale dell’International Open Data Day.
L’evento (qui la presentazione) si terrà dalle 9:30 alle 12:30 presso la sede del Comitato di Cittadini per il Bene Collettivo (c/o Centro Studi sulla Comunicazione Anghelos in Via Luigi Pirandello, 40 – Palermo), è gratuito ed è necessario registrarsi compilando l’apposito form in questa pagina.

Cosa sono i dati aperti (open data)?
Il Codice dell’Amministrazione Digitale contiene indicazioni e caratteristiche dei “Dati aperti”. Open Data sta a significare dati pubblici in formato aperto, liberi e accessibili da tutti i cittadini, oltre che facilmente riutilizzabili e scambiabili sul web, senza limitazioni di copyright, brevetti o altro.
All’Art. 52 del predetto CAD, infatti, viene disposto: “…Le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare e rendere fruibili i dati pubblici di cui sono titolari, promuovono progetti di elaborazione e di diffusione degli stessi anche attraverso l’uso di strumenti di finanza di progetto, assicurando…la pubblicazione dei dati e dei documenti in formati aperti…
Al successivo Art. 68 viene ulteriormente stabilito: “…Le pubbliche amministrazioni nella predisposizione o nell’acquisizione dei programmi informatici, adottano soluzioni informatiche…che assicurino l’interoperabilità e la cooperazione applicativa e consentano la rappresentazione dei dati e documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto…

Perché i dati aperti sono importanti?
Andare in ufficio, effettuare una ricerca, inventarsi un lavoro: abbiamo bisogno di dati. Questi, in genere, ci vengono forniti – se ci vengono forniti – già belli ed impacchettati. Pensate, ad esempio, al navigatore che avete sul vostro smartphone: si basa su dati cartografici raccolti e riprodotti su di una mappa digitale.
Oppure, con riferimento alla nostra professione di avvocati, pensate alla applicazione giustizia civile che consente la consultazione pubblica, in forma anonima, dei registri civili del Ministero della Giustizia per gli uffici di: Corte d’Appello, Tribunale Ordinario, Sezione distaccata e Giudice di Pace.
Tutte queste applicazioni si basano, appunto, su dei dati che per essere utilizzabili devono essere resi disponibili in formati aperti e leggibili da macchine (pc).
Ma vi è di più.
La P.A. deve (o dovrebbe) essere trasparente e, pertanto, deve mettere a disposizione del cittadino e delle imprese i dati pubblici in  proprio possesso.
Distribuire i dati pubblici in un formato aperto costituisce il presupposto di base affinché possa svilupparsi un vero e proprio processo di collaborazione tra le istituzioni e la comunità dei cittadini sulle scelte di governo.
Mediante strategie di apertura dei dati pubblici, i cittadini non sono più soltanto consumatori passivi di informazioni messe a disposizione dalle amministrazioni. Hanno invece l’opportunità di riutilizzare e integrare i dati messi loro a disposizione, fino a sviluppare servizi e applicazioni a vantaggio dell’intera comunità di utenti, che vanno ad affiancarsi a quelli creati centralmente dalle istituzioni.
Il più grande detentore dei dati è la Pubblica Amministrazione.
I dati risultano necessari per effettuare delle scelte: dove prendere urgenti provvedimenti contro inquinamento atmosferico in città? Come stabilisco il senso di una via? Come decido di investire una quota del bilancio Comunale?
Avere dei dati corretti, aggiornati, leggibili, rappresenta un buon punto di partenza per avere una amministrazione efficiente. L’altro elemento è avere degli amministratori qualificati.

Perché la materia dei dati aperti interessa anche noi come avvocati?
Sulla nostra professione assistiamo a numerose belle affermazioni di principio che spesso lasciano il tempo che trovano.
Credo, aldilà di qualunque retorica, sia importante ricordare cosa vuol dire essere un avvocato: oltre alla difesa dei nostri assistiti, più in generale, è sicuramente nostro compito promuovere e contribuire all’adeguamento dell’ordinamento civile, sostanziale e processuale, alle esigenze della società e contribuisce al migliore funzionamento della Giustizia Civile.
Le tematiche che saranno trattate in questo incontro ci coinvolgono per le nostre competenze professionali, anche in tema di opportunità, (ad esempio in tema di licenze e diritti d’autore, rapporti con la P.A., privacy, etc.), ma anche in qualità di cittadini.

Questo incontro è aperto e parteciperanno le istituzioni comunali, professionisti, sviluppatori, imprenditori e tutti coloro che desiderano aggiornarsi e saperne un po’ di più su questa tematica.
In questo momento storico in cui le tematiche della trasparenza della P.A., del processo civile telematico, risultano essere di particolare attualità ed interesse, credo che il nostro contributo e la nostra partecipazione possa essere di particolare rilevanza.

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Il Valore della Giustizia – Ciclo di incontri: IDEA DELLA GIUSTIZIA: Definizione di un valore.

Vogliamo diffondere la notizia della organizzazione di un ciclo di incontri sul tema del Valore della Giustizia, promossi ed organizzati dalla Sede di Palermo del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, dall’Associazione Ex Alunni Gonzaga- CEI.

Nel contesto sociale e politico dei nostri tempi, innanzi al battage mass-mediatico che ogni giorno impone alla nostra attenzione inefficienze e distorsioni del sistema giustizia, questi incontri rappresentano un serio e profondo momento di riflessione e di formazione, che va aldilà dei percorsi formativi di categoria, spesso frutto  di sterili adempimenti burocratici.

In tal senso crediamo che non solo gli operatori professionali del settore, ma anche la cittadinanza tutta debba essere interessata ed attenta al tema della Giustizia, nelle sue svariate sfaccettature, intesa come imprescindibile valore di riferimento che assicura (e che dovrebbe assicurare) la pacifica convivenza sociale e che permea l’identità di una collettività e dei singoli individui che la compongono.

Il percorso di approfondimento e diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa implica l’impegno per la giustizia, secondo il ruolo, la vocazione, le condizioni di ciascuno. “Quando gli individui e le comunità non vedono rispettate rigorosamente le esigenze morali, culturali e spirituali, fondate sulla dignità della persona e sull’identità propria di ciascuna comunità, a cominciare dalla famiglia e dalle società religiose, tutto il resto -disponibilità di beni, abbondanza di risorse tecniche applicate alla vita quotidiana, un certo livello di benessere materiale- risulterà insoddisfacente e alla lunga, disprezzabile”. – Giovanni Paolo Il, enc. Sollicitudo rei socialis, 33.

Il primo evento si terrà il
25.1.2014 ore 10- Auditorium Gonzaga-CEI

IDEA DELLA GIUSTIZIA: Definizione di un valore.

Questo il programma:
Saluti e Introduzione:
P. Francesco Beneduce SJ, Rettore del Centro Educativo Ignaziano
Bruno Calandrino, Presidente Associazione Ex Alunni Gonaga-CEI
Francesco Punzo, Responsabile del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo -Sede di Palermo
INTERVENTI
Mons. Samuele Sangalli, Docente di Etica della Pontificia Università Gregoriana e della Luiss Guido Carli di
Roma
Prof. Vittorio Villa, Docente di Filosofia del Diritto dell’Università degli Studi di Palermo.

Di seguito gli altri incontri:

4.2.2014 ore 17,30 – Auditorium Gonzaga-Cei
GIUSTIZIA COMMUTATIVA E DISTRIBUTIVA: rapporti con l’Economia e la Politica. L’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile

24.2.2014 ore 18,00 – Auditorium Gonzaga-CEI
SENSO DELLA LEGALITÀ E BENE COMUNE. La Legge ingiusta e il diritto senza verità.

 

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La violenza sulla donna. Non basta dire basta.

Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, vogliamo divulgare la notizia della conferenza che si terrà domani,26 novembre, alle ore 17.30 presso l’Auditorium Gonzaga (via Piersanti Mattarella, 38 – Palermo), sul tema: La violenza sulla donna. Non basta dire basta.

Di seguito il programma.
Indirizzi di saluto:
Bruno Calandrino, Presidente Associazione Ex Alunni Gonzaga – CEI;
Modera:
Maria Teresa Maligno, Sostituito Procuratore della Repubblica di Palermo;
Intervengono:
Alessia Sinatra, Sostituito Procuratore della Repubblica di Palermo;
Rosaria Maida, Dirigente Squadra Mobile di Palermo;
Angela Ruvolo, Psicologa giuridica consulente per l’autorità Giudiziaria;
Vittoria Messina, Psicologa Presidente Associazione “Le Onde“;
Antonella Bona,  Avvocato.

Nel ricordare le parole con le quali il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha commentato quella che è una delle piaghe delle società contemporanee: “Più del 70% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita“, l’intera Camera Civile di Palermo si augura una partecipazione ampia della collettività.

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Incontro studio: Celerità e Giustizia nel Processo Civile? Effetti delle recenti riforme processuali sulla professione forense

Il giorno 22 novembre 2013 a Palermo presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo, alle olle ore 9,30, si terrà l’incontro studio sul tema: Celerità e Giustizia nel Processo Civile? Effetti delle recenti riforme processuali sulla professione forense.

Per Iscriversi all’evento, cui il Consiglio dell’Ordine riconoscerà nr. 4 crediti formativi, sarà necessario compilare il form in calce alla presente pagina.

Di seguito il programma dell’incontro.
Introduce:
Avv. Pietro Manzella (Presidente Camera Civile di Palermo)

Saluti:
Dr. Vincenzo Oliveri (Presidente della Corte di Appello di Palermo)
Avv. Francesco Greco (Presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Palermo)

Moderatore:
Dr. Riccardo Arena (Presidente Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Palermo)

Relatori:
Prof. Avv. Girolamo Monteleone (Professore di Diritto Processuale Civile -Università degli studi di Palermo)
Le riforme del processo civile: due codici a confronto

Prof. Augusto Chizzini (Professore di Diritto Processuale Civile – Università cattolica del sacro cuore di milano)
Le riforme del processo civile dal 1990 ad oggi

Dr. Matteo Frasca (Presidente della Corte di Appello di PAlermo – Sez. Lavoro)
Il C.D. “filtro in appello”

Interventi Programmati:
Dott.ssa Viviana Battaglia
(Ricercatrice confermata facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo)
Mito e realtà della litigiosità degli italiani: la statistica giudiziaria

Avv. Federico Russo
(Ricercatore facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo)
Ultime novità e nuovi problemi in tema di mediazione preventiva

Segreteria Organizzativa:
Avv. Pietro Manzella – Presidente -(tel. 091 321724 – cell. 3351289656)
Avv. Francesco Punzo -Vice Presidente -(tel. 091 345947)
Avv. Gerlando Gibilaro – Segretario -(tel. 091 5601425 – cell. 3351899700)

Le iscrizioni sono chiuse.

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Bando di Concorso per borse di studio n. 2 e 3 del 2013 promosse dall’associazione Camera Europea di Giustizia

def1L’Associazione Culturale “Camera Europea di Giustizia” di Napoli ha indetto il concorso a n. 2 borse di studio per incoraggiare gli studi e le ricerche nel settore delle scienze giuridico-sociologiche (la n. 2 del 2013 “Rinascita” e la n. 3 del 2013 “Risorgimento”)
Le domande di ammissione (i moduli sono scaricabili dalla pagina “news” del sito Camera di Giustizia) ed i relativi elaborati, dovranno essere spediti entro il 30 DICEMBRE 2013 secondo le modalità indicate dal bando che qui di seguito alleghiamo per il download.

Scarica il bando Rinascita_e_Risorgimento_2013

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La tabella dei parametri forensi 2013

A seguito della pubblicazione della tabella tabelle dei parametri predisposti dal Ministero della Giustizia, (qui scaricabile 2013 10 02 compensi tabelle avvocati), pubblichiamo la lettera del Presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, Avv. Renzo Menoni, rivolta i Presidenti delle singole Camere.

L’attenta e condivisibile analisi effettuata mette in luce errori ed incongruenze che credono vadano adeguatamente stigmatizzati.

Caro Presidente,
già ieri pomeriggio mi sono state trasmesse in via “ufficiosa” le tabelle dei parametri predisposti dal Ministero della Giustizia.
Non Te le ho inviate perché, ad una prima scorsa, ho rilevato alcune palesi incongruenze ed avevo quindi il dubbio che non fossero quelle “ufficiali”.
Oggi però identiche tabelle sono state pubblicate dal Sole24Ore e da Italia Oggi (senza peraltro rilevare i suddetti errori) e mi è stato assicurato essere quelle ministeriali.
Te le allego quindi alla presente, non senza però rilevare che, ancora una volta – se così è, come sembra – il Ministero della Giustizia, dopo aver aspettato alcuni mesi per approvare tali tabelle, le ha poi licenziate, con assoluta superficialità, giacchè contengono palesi errori ed incongruenze, che potrai verificare dandovi anche una semplice scorsa.
Ti segnalo quelle che mi sono subito balzate agli occhi:
La tabella 2 (che è la più importante, perché si riferisce ai giudizi ordinari e sommari di cognizione dinnanzi al Tribunale) nello scaglione ricompreso fra € 5.200,00 e € 26.000,00, il compenso indicato per la fase istruttoria e/o di trattazione (punto 3) è indicato in € 160,00 e cioè addirittura meno dello scaglione ricompreso fra 0,01 e € 1.100,00. Penserei quindi che in realtà il compenso dovrebbe essere € 1.600,00 o € 1.620,00.
Sempre per la fase istruttoria e/o di trattazione, per le cause di valore compreso fra € 52.000,00 e € 260.000,00 è indicato un compenso di € 9.915,00, del tutto inattendibile, tanto è vero che nello scaglione successivo (valore da € 260.000,00 e € 520.000,00) per la stessa voce, sono indicati € 5.400,00.
Non mi pare neppure convincente il compenso indicato per lo scaglione da € 26.000,00 a € 52.000,00 quantificato in € 1.720,00. Infatti nel primo e secondo scaglione il compenso della fase istruttoria (punto 3) e della fase decisionale (punto 4) è come si può vedere identico. E’ quindi presumibile che, in realtà, il compenso debba essere € 2.720,00 anziché € 1.720,00.
Ma da un primissimo sommario esame mi pare che gli errori non dovrebbero essere limitati a tale pur importantissima tabella. Per esempio nelle cause di previdenza (tabella 4) la voce fase decisionale, nello scaglione ricompreso tra € 52.00,00 e € 260.00,00 è indicata in € 3.510,00 e cioè praticamente lo stesso importo dello scaglione precedente, mentre, come si può vedere, nei precedenti scaglioni esiste un aumento notevole (mediamente il doppio).
Detto questo, ed avuta quindi conferma dell’estrema superficialità ed approssimazione con la quale il Ministero della Giustizia adotta i provvedimenti di sua competenza, per una più compiuta valutazione attendo di conoscere anche il testo di accompagnamento alle tabelle.
Un cordiale saluto
Renzo Menoni

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