Assemblea della Camera Civile di Palermo

Carissimi soci e colleghi della Camera Civile di Palermo,
rammentiamo che l’Assemblea annuale dei soci della Camera Civile di Palermo è stata fissata in prima convocazione il 24.11.2014 ore 8,00 ed in seconda il 25.11.2014 ore 18,30, per l’approvazione del bilancio e rinnovo cariche sociali, presso lo studio dell’Avv. Pietro Manzella sito in Palermo, Piazza Vittorio Emanuele Orlando n. 33.

L’ordine del giorno della predetta assemblea sarà il seguente:
1. Approvazione del bilancio;
2. Elezione cariche sociali;
3. Varie ed eventuali.

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Assemblea della Camera Civile di Palermo

logoERRATA CORRIGE: L’ASSEMBLEA IN SECONDA CONVOCAZIONE DELLA CAMERA CIVILE DI PALERMO E’ STATA POSTICIPATA AL 16.10.2014 ORE 18,30 SEMPRE PRESSO LO STUDIO DEL PRESIDENTE AVV. PIETRO MANZELLA.

Carissimi colleghi e soci della Camera Civile di Palermo,
l’Assemblea annuale dei soci della Camera Civile di Palermo è stata convocata in prima convocazione il giorno 29. 09.2014 ore 8,00 ed in seconda convocazione il giorno 30.09.2014 alle ore 18,00 presso lo studio dell’Avv. Pietro Manzella sito in Palermo, Piazza Vittorio Emanuele Orlando n. 33.
L’ordine del giorno della predetta assemblea sarà il seguente:
1. Comunicazioni e relazione del Presidente;
2. Relazione del Segretario;
3. Relazione del Tesoriere;
4. Approvazione del bilancio;
5. Elezione cariche sociali;
6. Varie ed eventuali.

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Unione Nazionale delle Camere Civili: ASSEMBLEA NAZIONALE 2014 – PADOVA, 19-20 SETTEMBRE 2014)

E’ stata convocata per i giorni 19-20 settembre, a Padova, l’Assemblea Nazionale 2014 dell’Unione Nazionale delle Camere Civili.

Quest’anno, come tema dell’Assemblea, la Giunta, su conforme indicazione del Consiglio dei Presidenti ha scelto: “Il ruolo dell’avvocato quale protagonista nella giurisdizione pubblica e privata”.
Si tratta di tema di grandissima attualità ed interesse perchè le tendenze legislative e giurisprudenziali in atto da un lato vedono il tentativo, sempre più evidente, di comprimere nell’ambito del processo le garanzie difensive, in nome di un invocata “semplificazione”, dall’altro si sta profilando la tendenza a “degiurisdizionalizzare” la giustizia civile, portando al di fuori del perimetro della giurisdizione statuale certe procedure.

All’Assemblea Nazionale possono partecipare tutti gli iscritti alle Camere Civili aderenti all’Unione. Hanno il dovere di partecipare i Presidenti delle Camere Civili ed altresì (ma questi ultimi senza diritto di voto, né possono essere delegati) i componenti della Giunta, del Collegio dei Probiviri ed i Presidenti delle Unioni regionali o interregionali aderenti.

Di seguito i relativi allegati:

lettera convocazione assemblea

BROCHURE Assemblea UNCC 2014

scheda di iscrizione camera civile

scheda di iscrizione congressisti

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Schema di decreto del Ministro della Giustizia: introduzione degli Avvocati Specialisti

Avevamo già segnalato l’intento di introdurre (se ne parla da un po’ di tempo) la figura del c.d. Avvocato Specialista.

Di cosa si tratta?
Come recita l’art. 2 dello schema del DM che qui di seguito pubblichiamo, l’avvocato specialista è il professionista “che ha acquisito il titolo in una delle aree di specializzazione di cui all’art. 3“.
Commette illecito disciplinare l’avvocato che spende il titolo di specialista senza averlo conseguito.

Il titolo II del DM (art. 7) disciplina i criteri ed il percorso formativo al fine del conseguimento del titolo di avvocato specialista.
L’art. 8 fissa i criteri della c.d. comprovata esperienza.

schema DM specializzazioni

La Tabella A, a cui rimanda l’articolo 3, prevede le seguenti Aree di Specializzazione ed i relativi ambiti di competenza:

Diritto delle persone e della famiglia

  • Diritto di famiglia
  • Diritto delle associazioni, fondazioni e dei comitati
  • Diritto dell’immigrazione
  • Diritto delle successioni
  • Diritto minorile

Diritto della responsabilità civile

  • Diritto della responsabilità civile per danni a cose e persone

Diritto Penale

  • Diritto penale

Diritti reali, condominio e locazioni

  • Diritti di proprietà ed altri diritti reali
  • Divisioni
  • Diritto del Condominio in edifici
  • Diritto delle locazioni
  • Diritto agrario

Diritto dell’Ambiente

  • Diritto dell’Ambiente

Diritto Amministrativo

  • Diritto Amministrativo

Diritto industriale e della proprietà intellettuale

  • Diritto industriale e della proprietà intellettuale

Diritto Commerciale e della Concorrenza

  • Diritto dell’impresa e delle società
  • Diritto dei contratti commerciali
  • Diritto della concorrenza

Diritto dell’esecuzione forzata e delle procedure concorsuali

  • Diritto dell’esecuzione forzata e delle procedure concorsuali
  • Diritto della crisi da sovraindebitamento

Diritto bancario e finanziario

  • Diritto bancario e finanziario

Diritto tributario

  • Diritto tributario

Diritto del lavoro, della previdenza e dell’assistenza sociale

  • Diritto del lavoro, della previdenza e dell’assistenza sociale

Diritto dell’Unione europea

  • Diritto dell’Unione europea

Diritto internazionale

  • Diritto internazionale

Sorge spontanea la domanda: si tratta di un titolo in più che dovrebbe conseguire l’avvocato o vi sono limitazioni nell’esercizio della nostra professione?

Dite la vostra rispondendo a questo sondaggio

 

 

 

 

 

 

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Presentazione del libro I giudici e il biodiritto del Dr. Roberto Conti

Ci teniamo a segnalare che venerdì 11 aprile, alle ore 15.15, presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo, si terrà la presentazione del libro “I giudici e il biodiritto – Un esame “concreto” dei casi difficili e del ruolo del giudice di merito, della Cassazione e delle Corti europee” (edizioni Aracne) del Dr. Roberto Conti, che tutti noi ricordiamo per aver svolto per vent’anni la sua attività di magistrato presso il nostro Tribunale e che oggi ricopre l’incarico di Consigliere di Cassazione, dal 25 gennaio 2012, oltreché è componente del Comitato Scientifico del Consiglio Superiore della Magistratura.
Dello stesso autore ricordiamo il libro “La convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il ruolo del giudice” del 2011 sul ruolo centrale del giudice nazionale nella protezione dei diritti fondamentali.

Per quanto attiene al libro in presentazione, come recita la pagina di presentazione :

“L’argomento affrontato nel testo rientra a pieno titolo fra quelli capaci di fare tremare i polsi a qualunque operatore di media preparazione e sensibilità, tale è la vastità delle implicazioni di ordine filosofico, sociale e giuridico che le questioni che attengono alla dignità, alla vita e al fine vita intercetta. Le riflessioni esposte, prevalentemente maturate grazie all’esperienza professionale e personale dell’Autore nell’ambito dell’Ufficio del Giudice tutelare presso il Tribunale di Palermo e, per altri aspetti, attraverso l’approfondimento dedicato da alcuni anni alla conoscenza delle dinamiche esistenti fra diritto interno e fonti sovranazionali, si muovono su tre piani “pratici”. Gli stessi guardano alle giurisprudenze di merito, di legittimità e delle Corti sovranazionali, ai nessi di collegamento fra i sistemi di protezione, alle soluzioni offerte e alle prospettive che si aprono rispetto ai molteplici e variegati casi che possono presentarsi all’attenzione dell’operatore e del giudice. Il tentativo di tratteggiare la funzione giudiziaria nei territori “biogiuridici” offre al lettore un ragionamento più generale sul contrastato ruolo del giudice nella società moderna e sui rapporti che questi ha con il potere legislativo, essendo emersi tensioni e contrasti che hanno, ormai, valicato il recinto degli addetti ai lavori, per diventare oggetto di elucubrazioni di vario genere e tenore”.

Questo è il programma dell’incontro al quale sarà presente il Dr. Conti:
Saluti d’apertura
Vincenzo OLIVERI, Presidente della Corte di appello di Palermo
Daniela GALAZZI, Giudice del Tribunale di Palermo, Coordinamento Area Palermo
Francesco GRECO, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo

Presiede
Antonio RUGGERI, Ord. di Diritto costituzionale Università di Messina

Intervengono
Marianna GENSABELLA, Ord. di Bioetica Università di Messina
Giuseppe VERDE, Ord. di Diritto costituzionale Università di Palermo
Francesco MICELA, Consigliere della Corte d’Appello di Palermo
Mario SERIO, Ord. di Diritto privato comparato Università di Palermo

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Tariffe e parametri forensi 2014: alcune considerazioni

Come tutti sappiamo, sono state pubblicate le nuove tariffe professionali, liberamente consultabili a questo indirizzo (è indicato che il testo, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, potrebbe subire ritocchi formali).

Dalla lettura delle tabelle risulta evidente un miglioramento rispetto alle precedenti disposizioni di cui al DM 140/2012 e pur tuttavia, nonostante tali nuove previsioni siano state accolte dal CNF  con le qualifiche di “Trasparenza, Equità, Prevedibilità, Libertà, Semplicità, Chiarezza, Concorrenza“, si devono effettuare alcune considerazioni.

L’art. 1 del citato DM, recita:  “Il regolamento disciplina per le prestazioni professionali i parametri dei compensi all’avvocato quando all’atto dell’incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale degli stessi, comprese le ipotesi di liquidazione nonché di prestazione nell’interesse di terzi o prestazioni officiose previste dalla legge“.
Il professionista ed il cliente possono, quindi, sottoscrivere un accordo nel quale vengono determinati i compensi per l’attività professionale espletata, evidentemente, in deroga alle tabelle ed a prescindere dalla liquidazione giudiziale. Ricordiamo, che, ovviamente, il compenso deve essere “proporzionato all’importanza dell’opera” (art. 2 comma 1).
Come probabilmente tutti sappiamo è stato re-introdotto (anche in caso di determinazione contrattuale) il “rimborso spese forfettarie di regola nella misura del 15 per cento del compenso totale per la prestazione” (art. 2).
L’unica cosa che continuo a non comprendere è il significato del termine “di regola“. Infatti mi chiedo: il rimborso forfettario potrebbe non essere applicato attraverso specifica motivazione?

All’art. 4 viene indicato “Il giudice tiene conto dei valori medi di cui alle tabelle allegate, che, in applicazione dei parametri generali, possono essere aumentati, di regola, fino all’80 per cento, o diminuiti fino al 50 per cento. Per la fase istruttoria l’aumento è di regola fino al 100 per cento e la diminuzione di regola fino al 70 per cento“.

Mi sia consentito osservare che aumenti sino all’80% e diminuzioni sino al 50%, così come aumenti sino al 100% e diminuzioni sono al 70% per la fase istruttoria, a mio personalissimo avviso, contrastano fortemente con i criteri di “Trasparenza, Equità, Prevedibilità, Libertà, Semplicità, Chiarezza, Concorrenza“.
Mi chiedo se non sarebbe stato meglio eliminare o quanto meno, contenere fortemente tali aumenti e diminuzioni e ciò proprio in ossequio ai principi sopra evidenziati.

All’art. 4 comma 6 viene previsto “Nell’ipotesi di conciliazione giudiziale o transazione della controversia, la liquidazione del compenso è di regola aumentato fino a un quarto rispetto a quello altrimenti liquidabile per la fase decisionale fermo quanto maturato per l’attività precedentemente svolta“.
Al successivo comma 8 del citato articolo viene previsto “Il compenso da liquidare giudizialmente a carico del soccombente costituito può essere aumentato fino a un terzo rispetto a quello altrimenti liquidabile quando le difese della parte vittoriosa sono risultate manifestamente fondate“.
Il comma 9 dell’art. 4 è previsto, fra l’altro che: “(…)nei casi d’inammissibilità o improponibilità o improcedibilità della domanda, il compenso dovuto all’avvocato del soccombente è ridotto, di regola ove concorrano gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate nella motivazione, del 50 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile“.

Infine, ricordiamo l’art. 27 che prevede per quanto attiene alle trasferte: “All’avvocato, che per l’esecuzione dell’incarico deve trasferirsi fuori dal luogo ove svolge la professione in modo prevalente, è liquidato il rimborso delle spese sostenute e un’indennità di trasferta. Si tiene conto del costo del soggiorno documentato dal professionista, con il limite di un albergo quattro stelle, unitamente, di regola, a una maggiorazione del 10 per cento quale rimborso delle spese accessorie; per le spese di viaggio, in caso di utilizzo di autoveicolo proprio, è riconosciuta un’indennità chilometrica pari di regola a un quinto del costo del carburante al litro, oltre alle spese documentate di pedaggio autostradale e parcheggio“.

A margine di tali considerazioni ci piace ricordare che nei sistemi anglosassoni sono previsti diversi sistemi retributivi (a mio avviso decisamente più moderni).
Ad esempio la “contingent fee” (Stati Uniti), la “conditional fee” (in Inghilterra) prevedono che il compenso per l’attività legale svolta sia dovuto solo laddove venga raggiunto un risultato favorevole (vittoria o transazione stragiudiziale) per il cliente: “No win no fee“.

I “contingent fees” sono calcolati in una percentuale netta su quanto percepito dal cliente vittorioso. In sostanza si tratta di un patto di quota lite tra l’avvocato e il cliente: se l’avvocato fa vincere la causa al cliente, egli verrà pagato interamente sulla base del tariffario forense o delle ore lavorative impiegate, con in più un compenso aggiuntivo.
In Inghilterra, la quota lite deve consistere in una percentuale non superiore al 100% del normale onorario; negli Stati Uniti, l’avvocato riceve invece una percentuale del risarcimento ottenuto in favore del proprio cliente (sul punto si confronti qui).

Queste sono solo brevi considerazioni per una avvocatura che vuole essere più moderna, trasparente ed adeguata ai nostri tempi.

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Il Valore della Giustizia – Ciclo di incontri. Il Senso della legalità e bene comune: La legge ingiusta e il diritto senza verità

Avevamo dato già notizia in questo articolo, del ciclo di incontri sul tema del Valore della Giustizia, promossi ed organizzati dalla Sede di Palermo del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, dall’Associazione Ex Alunni Gonzaga- CEI.

Giorno 15 marzo 2014 alle ore 10,00 presso l’Auditorium Gonzaga – via Piersanti Mattarella, 38 – Palermo, avrà luogo l’incontro sul tema “Il Senso della legalità e bene comune: La legge ingiusta e il diritto senza verità“.
Questo il programma:
Saluti e Introduzione:
P. Francesco Beneduce SJ, Rettore del Centro Educativo Ignaziano
Bruno Calandrino, Presidente Associazione Ex Alunni Gonzaga-CEI
Francesco Punzo, Responsabile del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo – Sede di Palermo
INTERVENTI
Alessandro Pajno, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato
Francesco Greco, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo
Gaspare Sturzo, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma
Segue Dibattito.

Invito-Valore giustizia-15-03-2014

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Camera Civile Palermo: dalla crisi dell’associazionismo alle nuove sfide

Qui di seguito pubblichiamo la relazione annuale relativa all’attività svolta per l’anno 2013.

Introduzione: la crisi dell’associazionismo

Nell’illustrare l’attività sociale della Camera Civile di Palermo, per l’anno 2013, non possiamo prescindere dall’effettuare alcune preliminari valutazioni circa il fenomeno del generale rallentamento della partecipazione alle diverse forme associative e, pertanto, una profonda crisi delle stesse, registratosi, in particolar modo, nell’odierno contesto nazionale, ma anche, più in generale, nella cultura politico/giuridica, per così dire, occidentale.
Con il termine associazionismo intendiamo riferirci al fenomeno della formazione di gruppi più o meno omogenei e funzionali alla coltivazione di interessi comuni ai rispettivi componenti che, nella sua forma di struttura regolamentata, cresce e si sviluppa in America nell’Ottocento: dove i cittadini impostano la loro nuova vita in libertà e democrazia, dando vita ad un nuovo modello di Società.
Alexis de Tocqueville, nell’analisi della democrazia rappresentativa repubblicana, e dei motivi per i quali essa aveva potuto attecchire tanto bene negli Stati Uniti mentre era fallita in numerosi altri paesi (De la démocratie en Amérique), ebbe a dire “Non vi è nulla che la volontà umana non creda di poter ottenere grazie alla libera azione del potere collettivo degli individui”.

Prima seduta dell'Assemblea Costituente, 25 giugno 1946

Prima seduta dell’Assemblea Costituente – Questa è una fotografia scattata in Italia ed è ora nel pubblico dominio poiché il copyright è scaduto.

I nostri stessi Padri Costituenti hanno riconosciuto il valore della formazione associative (art. 18 Cost.), comprendendone il ruolo e la fondamentale portata democratica quali spazi di sviluppo della personalità umana, promuovendo, quindi, la libertà di aggregazione in molteplici ed affatto tipizzate forme.
Coloro che decidono di aderire a un’associazione, sono spinti non solo dall’esigenza di unirsi ad altri soggetti di comuni passioni e conformi inclinazioni, dal desiderio di formare la propria personalità per la conduzione della propria vita civica quotidiana, ma anche dalla convinzione che la forma associativa potrà raggiungere quegli scopi preclusi al singolo individuo.
Oggi l’associazionismo, quella struttura cosi libera ed aggregante che ha svolto nel tempo una funzione insostituibile nella Società, è entrato in crisi.
Non è in discussione l’utilità dell’associazionismo.
E pur tuttavia credo sia necessario tornare ad interrogarsi circa la validità universale dell’approccio associativo ai problemi sociali.
Siamo dei consapevoli spettatori di una crisi che, a partire dall’entità economica, sta colpendo soprattutto i Paesi occidentali industrializzati.
Vi sarà sicuramente tempo per ragionare circa le motivazioni di tale congiuntura, che, tuttavia, non possiamo relegare a soli fattori di matrice economica.
Mi chiedo, infatti, se prima dell’aspetto economico, le cause di tale crisi siano da ricercare nei turbamenti dell’identità e dei valori dei singoli individui e della società in generale.
Lo scoppio della bolla immobiliare e speculativa, i casi Enron, Lehman Brothers, Parmalat, giusto per citare quelli che hanno avuto il maggiore impatto mass-mediatico, e più in generale l’odierna crisi finanziaria, sono certamente stati generati dalla crisi dei valori dell’individuo, dal profondo cambiamento delle dinamiche nei rapporti sociali, dal mutamento della funzione dell’impresa che sempre di più si è dovuta adeguare a contesti socio economici globali.
Inoltre, un generale ripensamento della composizione, del ruolo e della funzione della famiglia; l’insorgere di nuove forme di comunicazione e partecipazione; l’avvento delle nuove tecnologie come parte integrante del tessuto relazionale; la necessità di maggiore trasparenza nell’attività della Pubblica Amministrazione; la funzione globale riconosciuta ai “dati” come strumento di divulgazione della conoscenza (dalla c.d. direttiva Obama del 2009 in tema di Open Data, al caso WikiLeaks); l’intreccio di tutti questi elementi hanno inevitabilmente radicalmente mutato la compagine sociale.
In questo contesto, l’inadeguatezza del tessuto politico, specchio delle incertezze e delle difficoltà cui il singolo individuo si è trovato all’alba del nuovo millennio, ha generato una progressiva sfiducia ed un conseguente distacco verso le consolidate forme associativo/rappresentative.
Queste ultime, d’altro canto, si sono dimostrate inefficaci ed inconsistenti nel raggiungimento degli scopi per cui sono state costituite ma, sopratutto, inaffidabili nella tutela degli interessi dei singoli consociati.

***

Rappresentatività ed impegno

Senza volerci dilungare oltre nella superiore disamina, quanto sopra evidenziato deve comunque spingerci ad un radicale e sostanziale rinnovamento della funzione e della forma associativa ed in particolare, per quanto ci riguarda, con riferimento alle associazioni degli esercenti la professione legale oggi più che mai in crisi e profondamente coinvolta nei predetti mutamenti sociali.
Queste considerazioni, più volte ribadite da autorevoli esponenti del mondo forense, politico e giudiziario, purtroppo si sono rivelate vuote manifestazioni di principio e nei fatti sono state mortificate dall’assenza di una qualsivoglia iniziativa concreta volta ad un rinnovamento della categoria professionale.
Nel nostro attuale Parlamento gli avvocati sono 110: 72 alla Camera e 38 al Senato e rappresentano la seconda categoria più rappresentata (gli impiegati sono 222 in tutto tra Camera e Senato; i dirigenti sono 98: 65 alla Camera e 33 al Senato; gli imprenditori sono 86: 46 a Montecitorio e 40 a Palazzo Madama; gli atenei sono rappresentati da 64 docenti, equamente divisi tra Camera e Senato; nove in tutto i magistrati ed i paramedici; 4 gli imprenditori agricoli; non mancano i farmacisti: due alla Camera e due al Senato; quarantuno i consulenti, 25 alla Camera e 16 al Senato; 56 i funzionari di partito, 29 a Montecitorio e 27 a Palazzo Madama; 42 i medici, 27 senatori e 15 deputati; 47 gli insegnanti, 24 alla Camera e 23 al Senato- fonte: iltempo.it : il Parlamento fa il pieno di avvocati ed impiegati – articolo del 05/05/2013 – Adnkronos).

29 dicembre 1971, Giovanni Leone giura al Parlamento riunito in seduta plenaria – Questa è una fotografia scattata in Italia (o in territorio italiano) ed è ora nel pubblico dominio poiché il copyright è scaduto

A fronte di tale rappresentatività, non possiamo non stigmatizzare la circostanza per cui abbiamo assistito ad una produzione legislativa che troppo spesso si è tradotta in provvedimenti non solo incapaci di raggiungere i fini preposti, ma addirittura nocivi, norme farraginose, contraddittorie e spesso dichiarate incostituzionali.
Sul versante professionale gli scioperi degli ultimi tre anni (l’ultimo proprio nel mese di febbraio) hanno mostrato l’insofferenza della classe forense e l’inadeguatezza degli organi rappresentativi che, loro malgrado, non sono stati capaci di interpretare le mutate esigenze dei professionisti ed incidere nel quadro legislativo.
La categoria forense, non v’è dubbio, è estremamente variegata: dal praticante, all’avvocato del tutto alle dipendenze di uno studio, al piccolo avvocato che sopravvive in esperienze di provincia, al piccolo/medio studio legale, ai partner e senior counsel dei grandi studi associati.
Come poter rappresentare questo quadro umano e professionale disomogeneo anche in considerazione degli aspetti territoriali ed economici che dividono l’Italia sostanzialmente in tre macro-regioni?
Come dare voce alle nuove esigenze ed al contempo indicare la via da seguire nel tentativo di rinnovamento della professione legale?
Cosa dire ai colleghi in questo momento di incertezza, anche previdenziale, per convincerli della necessità associativa?
Infatti, al disgregamento della rappresentatività è seguito una progressiva sfiducia negli stessi organi rappresentativi.
Tale malessere è percepibile nel contesto vivo dell’esperienza dell’attività forense, laddove le progressive inefficienze del “sistema giustizia”, ormai di domino pubblico, fanno pensare al prossimo collasso del sistema giudiziario.
Come detto è necessario, oggi più che mai, effettuare un profondo e radicale ripensamento della professione e delle forme associative e rappresentative.
Ciò deve avvenire riscoprendo e ponendo nuovamente al centro delle scelte associative i valori dell’attività professionale intesa come imprescindibile attore del funzionamento della Giustizia Civile.
Ma sopratutto, a sommesso avviso dello scrivente, effettuando una profonda autocritica in merito a certe scelte nefaste, indecisioni e frammentazioni allorquando si è trattato di prendere una decisa e convinta presa di posizione innanzi a provvedimenti legislativi che non esiteremo a definire abnormi, mancanza di coesione e rappresentatività dell’intera compagine legale.

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Il cambiamento

Illustrazione tratta da “I promessi sposi” del dottor Azzecca-Garbugli – Public domain Questa immagine è nel pubblico dominio perché il relativo copyright è scaduto.

E’ necessario, dunque, cambiare.
Il cambiamento, la storia ci insegna, non è mai indolore.
Vecchie posizioni e nuove necessità non possono coesistere.
In questo momento storico di mutamenti, pertanto, l’attività di una associazione come la Camera Civile di Palermo, deve essere particolarmente coesa nel porre al centro della propria attività i seguenti obiettivi:
Giovani avvocati: credo sia necessario recuperare l’energia e l’entusiasmo della futura classe forense ponendola a stretto contatto con le realtà professionali più consolidate e favorendone l’ingresso anche alle cariche rappresentative dell’associazione. L’esperienza economica delle strat-up sta insegnando che le nuove aziende, che crescono in un tessuto imprenditoriale elevato, sviluppano delle importanti sinergie con le aziende più consolidate e radicate nel mercato. Alla stessa maniera credo che gli avvocati che si affacciano alla professione, in stretta collaborazione con l’esperienza di coloro che da più tempo la praticano, possano guidare questo cambiamento.
Comunicazione: è fondamentale veicolare l’immagine della Camera Civile quale associazione rappresentativa. Deve necessariamente essere presa una posizione chiara ed autorevole sugli innumerevoli aspetti problematici della professione e della giustizia, enucleare i più importanti ed assumere, in collaborazione con l’Unione Nazionale delle Camere Civili, una partecipata attività propositiva. Non mi riferisco solamente alle questioni inerenti le tariffe professionali, la riforma del processo civile ed unificazione dei riti, la formazione continua, l’aumento delle spese di giustizia, e via dicendo. La Camera Civile di Palermo deve necessariamente comunicare il proprio pensiero relativo alle problematiche distrettuali (l’efficienza delle cancellerie, l’ufficio notifiche, le iscrizioni a ruolo) e contestualmente essere direttamente promotrice di azioni concrete volte a migliorare l’attività professionale dei colleghi.
Servizi: inevitabilmente l’associazione deve oggi più che mai essere vicina ai propri associati fornendo loro sostegno nell’attività quotidianamente esercitata. Tale natura di servizio crea la coesione, la condivisione e la formazione del singolo e del gruppo. Per tali ragioni ritengo che non si possa prescindere dall’organizzare un completo e autorevole piano formativo. Ciò al fine di dare dignità ad un obbligo (di cui si dovrà ridiscutere la portata, ad avviso dello scrivente) che nella sostanza viene mortificato da uno spesso imbarazzante rincorrere i crediti formativi. Inoltre, si deve prevedere la possibilità di realizzare accordi con partner privati e ciò al fine di poter stipulare convenzioni su prodotti e servizi inerenti le tematiche legali, come ad esempio le società di servizi di cui alle nuove norme attuative del processo telematico. Infine, la stessa Camera Civile deve costituire dei gruppi di studio su tematiche condivise e pubblicare i propri lavori nel sito istituzionale.

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L’Attività degli organi istituzionali

I superiori impegni, crediamo, possono contribuire a dare dignità alla nostra scelta professionale che inevitabilmente, come tutte le professioni, implica una scelta di vita.
La Camera Civile di Palermo ha in prima persona vissuto la crisi che ha coinvolto l’intera classe professionale vivendo un momento di importante riflessione sul futuro della categoria.
In questo senso, sono state attivate collaborazioni con le esperienze associazionistiche non direttamente attinenti la professione legale e su tematiche di forte rilevanza sociale.
La Camera Civile di Palermo si è fatta partner e promotore di due convegni sulla figura della donna e la sua partecipazione attiva nella società, analizzando e ponendo in luce gli aspetti più problematici e delicati che troppo spesso sono stati tragici oggetti dei fatti di cronaca.
I Clubs Lions di Palermo, ai quali si sono uniti la Camera Civile di Palermo, l’Associazione Mogli Medici Italiani e con il patrocinio del Comando Regione Militare Sud, hanno organizzato il 20 aprile 2013 il convegno sul tema “Rompere il silenzio: la violenza sulle donne e sui minori fra prevenzione e ascolto” .
I relatori del convegno sono stati:
Dr.ssa Angela Ruvolo (Psicologa – psicoterapeuta): Il consulente e la vittima dell’abuso sessuale. Tu che mi guardi e mi ascolti, tu che mi guardi e mi racconti.
Dr.ssa Alessia Sinatra (Sostituto procuratore della Repubblica): La vittima e il trauma: gli aspetti riparatori del percorso giudiziario.
Dr.ssa Daniela Miceli (Docente specializzato scuola primaria): L’intervento educativo, scuola, famiglia, territorio.
Dr.ssa Maria Concetta Sole (Presidente del Tribunale per i Minorenni di Palermo): La protezione del minore fra prevenzione ed intervento.
Dr. Maurizio Gentile (Psicologo referente per l’area delle disabilità e la dispersione Scolastia dell’Ufficio Scolastico regionale): La violenza sulle fasce deboli fra scuola e territorio.
Avv. Francesco Greco (Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo): Il ruolo del difensore e confini del segreto professionale.
Prof. Avv. Gianfranco Amenta (Titolare di Cattedra Istituzioni di diritto privato Università di Palermo): Il ruolo dell’Avvocato e la funzione dei Lions.
Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha commentato quella che è una delle piaghe delle società contemporanee: “Più del 70% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita”, si è tenuta il 26 novembre la conferenza: “La violenza sulla donna. Non basta dire basta”.
Questo il programma:
Bruno Calandrino, Presidente Associazione Ex Alunni Gonzaga – CEI;
Modera:
Maria Teresa Maligno, Sostituito Procuratore della Repubblica di Palermo;
Intervengono:
Alessia Sinatra, Sostituito Procuratore della Repubblica di Palermo;
Rosaria Maida, Dirigente Squadra Mobile di Palermo;
Angela Ruvolo, Psicologa giuridica consulente per l’autorità Giudiziaria;
Vittoria Messina, Psicologa Presidente Associazione “Le Onde“;
Antonella Bona, Avvocato.

Celerità e Giustizia nel Processo Civile? Effetti delle recenti riforme processuali sulla professione forense – 22 novembre 2013 l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo.

A chiusura d’anno è stato organizzato un convegno volto proprio a fare il punto della situazione in ordine alle superiori accennate problematiche della Giustizia Civile.
Il 22 novembre 2013 presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo è stato tenuto l’incontro studio sul tema: Celerità e Giustizia nel Processo Civile? Effetti delle recenti riforme processuali sulla professione forense.
Questo il programma:
Introduce:
Avv. Pietro Manzella (Presidente Camera Civile di Palermo)
Saluti: Dr. Vincenzo Oliveri (Presidente della Corte di Appello di Palermo) Avv. Francesco Greco (Presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Palermo)
Moderatore: Dr. Riccardo Arena (Presidente Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Palermo)
Relatori:
Prof. Avv. Girolamo Monteleone (Professore di Diritto Processuale Civile -Università degli studi di Palermo): Le riforme del processo civile: due codici a confronto
Prof. Augusto Chizzini (Professore di Diritto Processuale Civile – Università cattolica del sacro cuore di milano): Le riforme del processo civile dal 1990 ad oggi
Dr. Matteo Frasca (Presidente della Corte di Appello di PAlermo – Sez. Lavoro): Il C.D. “filtro in appello”
Interventi Programmati:
Dott.ssa Viviana Battaglia (Ricercatrice confermata facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo): Mito e realtà della litigiosità degli italiani: la statistica giudiziaria
Avv. Federico Russo (Ricercatore facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo): Ultime novità e nuovi problemi in tema di mediazione preventiva

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Conclusioni

L’attività di rinnovamento non può certamente essere affidato a poche forze, ma necessita di una compagine coesa e collaborativa dove, lo ripetiamo ancora una volta, è fondamentale chiedere l’ausilio dei più giovani entusiasmi della nostra categoria professionale.
E’ su questi temi che il consiglio direttivo della Camera civile di Palermo, nei prossimi incontri, dovrà dare una chiara ed autorevole indicazione.
Con questo spirito concludo la presente relazione volendo ricordare, come sprone, l’adagio di un, non eccezionale, ma a mio avviso significativo film:
“Dovete guardare il compagno che vi sta accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri (…) Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente” (Any Given Sunday – Oliver Stone – 1999).
Avv. Gerlando Gibilaro
Segretario della Camera Civile di Palermo

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Terzo Rapporto sulla Giustizia Civile in Italia

Si terrà a Romimmagine locandinaa, 13-14 marzo 2014 – Corte di Cassazione, Aula Magna il Convegno: Terzo Rapporto sulla Giustizia Civile in Italia: “Semplificazione e unificazione dei riti nella prospettiva dell’unificazione della giurisdizione” organizzato dall’Unione Nazionale Camere Civili e dal Centro Studi dell’Avvocatura Civile Italiana, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Forense, l’Associazione Nazionale Magistrati e l’Associazione fra gli studiosi del processo civile.

Questo il programma dei lavori:
Prima sessione: Giovedì 13 marzo ( ore 13,00 – 18,00)
“Le ultime riforme e attuali prospettive del processo civile”
Renzo Menoni (Pres. UNCC); Giorgio Santacroce (Primo Pres. Corte Cassazione); Luigi Rovelli (Primo Pres. Agg. Corte Cassazione); Girolamo Bongiorno (Emerito Dir. Proc. Civ.); Giorgio Costantino (Ord. Dir. Proc. Civ.); Camilla Di Iasi (Cons. Corte Cassazione); Andrea Pasqualin (Comp. CNF); Stefania Starace (Giunta ANM)

Seconda Sessione: Venerdì 14 marzo (ore 9,00 – 13,00 e 14,30 – 16,30)
“Semplificazione e unificazione dei riti – Unificazione della giurisdizione”
Claudio Consolo (Ord. Dir. Proc. Civ. ); Luisa De Renzis (Giunta ANM); Leonardo Ferrara (Ord. Dir. Amm.); Oberdan Forlenza (Cons. Stato – Segr. Gen. Giust. Amm.); Antonio Lamorgese (Cons. Corte Cassazione); Achille Saletti (Ordinario Dir. Proc. Civ.); Caterina Silvestri (Aggr. Teoria Gen. del processo); Nicolò Trocker (Ord. Dir Proc. Civ.); Giovanni Verde (Ord. Dir. Proc. Civ.)

Terza sessione: Venerdì 14 marzo ore 16,30 – 18,00
“Tavola rotonda conclusiva”
Renzo Menoni (Pres. UNCC); Guido Alpa (Pres. CNF) ; Federico Carpi (Pres. Ass. It. Studiosi processo civile); Giorgio Santacroce (Primo Pres. Corte Cassazione); Valerio Savio (Vicepres. ANM)

Il Convegno è in corso di accreditamento presso il CNF, con il riconoscimento di n.12 crediti formativi.
Informazioni e iscrizioni: avv. L. Jannotta, tel. 0532/211102 – fax 0532/211988 – mail:laurajannotta@gmail.it

LOCANDINA

BROCHURE

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Open Data Day a Palermo il 22 febbraio 2014: Cosa sono i dati aperti, cosa è stato fato sino ad oggi

Il prossimo Sabato 22 febbraio 2014 si svolgerà a Palermo una edizione locale dell’International Open Data Day.
L’evento (qui la presentazione) si terrà dalle 9:30 alle 12:30 presso la sede del Comitato di Cittadini per il Bene Collettivo (c/o Centro Studi sulla Comunicazione Anghelos in Via Luigi Pirandello, 40 – Palermo), è gratuito ed è necessario registrarsi compilando l’apposito form in questa pagina.

Cosa sono i dati aperti (open data)?
Il Codice dell’Amministrazione Digitale contiene indicazioni e caratteristiche dei “Dati aperti”. Open Data sta a significare dati pubblici in formato aperto, liberi e accessibili da tutti i cittadini, oltre che facilmente riutilizzabili e scambiabili sul web, senza limitazioni di copyright, brevetti o altro.
All’Art. 52 del predetto CAD, infatti, viene disposto: “…Le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare e rendere fruibili i dati pubblici di cui sono titolari, promuovono progetti di elaborazione e di diffusione degli stessi anche attraverso l’uso di strumenti di finanza di progetto, assicurando…la pubblicazione dei dati e dei documenti in formati aperti…”
Al successivo Art. 68 viene ulteriormente stabilito: “…Le pubbliche amministrazioni nella predisposizione o nell’acquisizione dei programmi informatici, adottano soluzioni informatiche…che assicurino l’interoperabilità e la cooperazione applicativa e consentano la rappresentazione dei dati e documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto…”

Perché i dati aperti sono importanti?
Andare in ufficio, effettuare una ricerca, inventarsi un lavoro: abbiamo bisogno di dati. Questi, in genere, ci vengono forniti – se ci vengono forniti – già belli ed impacchettati. Pensate, ad esempio, al navigatore che avete sul vostro smartphone: si basa su dati cartografici raccolti e riprodotti su di una mappa digitale.
Oppure, con riferimento alla nostra professione di avvocati, pensate alla applicazione giustizia civile che consente la consultazione pubblica, in forma anonima, dei registri civili del Ministero della Giustizia per gli uffici di: Corte d’Appello, Tribunale Ordinario, Sezione distaccata e Giudice di Pace.
Tutte queste applicazioni si basano, appunto, su dei dati che per essere utilizzabili devono essere resi disponibili in formati aperti e leggibili da macchine (pc).
Ma vi è di più.
La P.A. deve (o dovrebbe) essere trasparente e, pertanto, deve mettere a disposizione del cittadino e delle imprese i dati pubblici in  proprio possesso.
Distribuire i dati pubblici in un formato aperto costituisce il presupposto di base affinché possa svilupparsi un vero e proprio processo di collaborazione tra le istituzioni e la comunità dei cittadini sulle scelte di governo.
Mediante strategie di apertura dei dati pubblici, i cittadini non sono più soltanto consumatori passivi di informazioni messe a disposizione dalle amministrazioni. Hanno invece l’opportunità di riutilizzare e integrare i dati messi loro a disposizione, fino a sviluppare servizi e applicazioni a vantaggio dell’intera comunità di utenti, che vanno ad affiancarsi a quelli creati centralmente dalle istituzioni.
Il più grande detentore dei dati è la Pubblica Amministrazione.
I dati risultano necessari per effettuare delle scelte: dove prendere urgenti provvedimenti contro inquinamento atmosferico in città? Come stabilisco il senso di una via? Come decido di investire una quota del bilancio Comunale?
Avere dei dati corretti, aggiornati, leggibili, rappresenta un buon punto di partenza per avere una amministrazione efficiente. L’altro elemento è avere degli amministratori qualificati.

Perché la materia dei dati aperti interessa anche noi come avvocati?
Sulla nostra professione assistiamo a numerose belle affermazioni di principio che spesso lasciano il tempo che trovano.
Credo, aldilà di qualunque retorica, sia importante ricordare cosa vuol dire essere un avvocato: oltre alla difesa dei nostri assistiti, più in generale, è sicuramente nostro compito promuovere e contribuire all’adeguamento dell’ordinamento civile, sostanziale e processuale, alle esigenze della società e contribuisce al migliore funzionamento della Giustizia Civile.
Le tematiche che saranno trattate in questo incontro ci coinvolgono per le nostre competenze professionali, anche in tema di opportunità, (ad esempio in tema di licenze e diritti d’autore, rapporti con la P.A., privacy, etc.), ma anche in qualità di cittadini.

Questo incontro è aperto e parteciperanno le istituzioni comunali, professionisti, sviluppatori, imprenditori e tutti coloro che desiderano aggiornarsi e saperne un po’ di più su questa tematica.
In questo momento storico in cui le tematiche della trasparenza della P.A., del processo civile telematico, risultano essere di particolare attualità ed interesse, credo che il nostro contributo e la nostra partecipazione possa essere di particolare rilevanza.

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